Piazza Tienanmen 30 anni dopo: il silenzio assordante e il vuoto di memoria

ESTERI


Se il’68 ha il suo slogan in «Vogliamo tutto! Chiediamo l’impossibile», a Pechino nell’aprile 1989 lo slogan è più basso:
«Chiediamo qualcosa, per esempio il diritto di parola». Evidentemente era troppo. Tra il 3 e il 4 giugno 1989, negli stessi giorni in cui in Europa si vota per il nuovo Parlamento europeo (in un tempo in
cui l’Europa è ancora un sogno per molti) a Pechino finisce il sogno
.

Di quei giorni ci resta una delle foto più famose del ‘900 (quella dell’uomo fermo di fronte al carro armato) e qualche documento
scritto, non molto…

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