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Con la legge sull’estradizione, uno scalo a Hong Kong può costarci carissimo

ESTERI


Roma. Sin dagli anni Novanta, cioè dal passaggio dall’amministrazione inglese a quella cinese, l’accordo “un paese, due sistemi” di Hong Kong aveva garantito non solo la libertà di stampa e di espressione, ma anche una certa libertà a chi volesse fare affari con la Cina senza essere esposto direttamente alle leggi cinesi. E infatti l’emendamento alla norma sull’estradizione in discussione nel Parlamento di Hong Kong, che ha portato alle proteste di questi giorni, in realtà non è criticato soltanto dai cittadini, che hanno visto la loro indipendenza lentamente erosa dal…

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