Bonifiche ferraresi chiude l’aumento e prepara alleanze agritech in Israele


Saranno destinati allo sviluppo del piano industriale 2018-2020 i 166 milioni che Bf Bonifiche ferraresi ha raccolto con gli ultimi due aumenti di capitale, il secondo dei quali si è chiuso con la sottoscrizione integrale dei 45 milioni previsti. Al termine dell’operazione i primi cinque azionisti sono Fondazione Cariplo con il 20,07%, Cdp equity con il 18,8%, Dompé con il 13,23%, il ceo Federico Vecchioni per via diretta e indiretta con il 6,8% e Aurelia (Gavio) con il 5,26%.

Road show

Il piano strategico ha fissato le linee di un’ulteriore crescita del perimetro della società e di un consolidamento della marca commerciale “Le stagioni di Italia”. Crescita orientata sul percorso tecnologico dell’agricoltura di precisione. E su questa linea a Jolanda di Savoia (Ferrara), dove Bf, la più grande azienda agroalimentare italiana, ha la sede storica, si è tenuto un road show al quale hanno partecipato dieci imprese e start up israeliane dell’agritech: Agritask (piattaforma di gestione agronomica), AgroScout (soluzioni su cloud per il rilevamento di parassiti e malattie), Biobee (agricoltura biologica), Farmentor (hub di consulenza agritech), Galcon ( infrastrutture idriche su cloud), Grofit (sensori e software per l’agricoltura di precisione), Manna (software per l’irrigazione basate su modelli satellitari), Mottes (tensiometri), Rivulis (irrigazione a goccia), Virdix (irrigazione con sensori wireless). «Insieme svilupperemo partnership e know how nell’agricoltura di frontiera, digitale e sostenibile», ha detto Vecchioni.

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