La moda corre ma cresce il peso dell’estero. Vertici, poche donne


La moda in Italia viaggia a una velocit doppia rispetto al Pil, cresce ed esporta pi della manifattura in generale, ha le eccellenze per redditivit nelle societ quotate in Borsa (che restano poche) a controllo familiare. Ma pesano sempre di pi i gruppi stranieri e il settore ai vertici meno rosa: la presenza femminile nei ruoli apicali e board inferiore rispetto alle medie italiana ed europea. Il quadro emerge dal Rapporto sul sistema moda, economics & sustainability realizzato dall’Area studi Mediobanca, presentato ieri nel secondo Fashion annual talk e che prende in considerazione 173 imprese italiane e i principali gruppi europei.

Nel nostro Paese la moda registra un giro d’affari nel 2018 di 71,7 miliardi, in crescita del 22,5% rispetto al 2014. Il peso sul Pil salito nei cinque anni dall’1,1 all’1,2%. Nello stesso periodo le aziende a controllo straniero sono aumentate di 7 unit a 70, e la loro quota sui ricavi cresciuta dal 23,9% al 34,7%. diminuito il nostro peso in Europa. Nel continente i grandi gruppi della moda sono 46, di cui 14 italiani. Sotto il profilo numerico la squadra pi rappresentativa ma per fatturato domina la Francia con il 34,6%, seguita dalla Germania con il 12,2%. L’Italia in calo all’8,3 principalmente per la fusione fra Luxottica ed Essilor che ha dato vita alla holding con base a Parigi. Per i gruppi globali hanno in Europa il 35% dei fornitori e solo in Italia il 27%: viene premiato il made in Italy per la qualit.

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