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  • Roma - Giovedì 8 Ottobre 2026

Pontormo, i colori dell’inquietudine conquistano Roma: oltre 130 opere alle Scuderie del Quirinale

Dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, una grande mostra ripercorre la vita e la ricerca del maestro fiorentino. In dieci sezioni, capolavori, disegni e prestiti internazionali raccontano un artista capace di parlare anche alla sensibilità contemporanea.

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Pontormo, i colori dell’inquietudine conquistano Roma: oltre 130 opere alle Scuderie del Quirinale
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di Marco Silvestri

Ci sono pittori che continuano a sorprenderci perché nelle loro immagini qualcosa sembra sfuggire all’ordine delle cose. Un colore si accende, un corpo perde peso, uno sguardo introduce un’inquietudine difficile da definire. La pittura di Jacopo da Pontormo appartiene a questa famiglia: nasce nel Cinquecento, ma conserva una forza emotiva che il tempo non ha consumato.

Dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, le Scuderie del Quirinale di Roma gli dedicano la prima grande mostra monografica allestita fuori Firenze. Un progetto che riunisce oltre 130 opere, di cui 84 di Pontormo, e offre l’occasione di attraversare la sua storia attraverso dipinti, affreschi, disegni e scritti autografi.

Promossa da Ales – Scuderie del Quirinale, in partnership con le Gallerie degli Uffizi e prodotta insieme a Electa, l’esposizione è curata da Cristina Acidini, con Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani. Il percorso si articola in dieci sezioni e accompagna il visitatore dagli esordi nella Firenze repubblicana alle grandi commissioni legate ai Medici e alle autorità ecclesiastiche.

A emergere è un artista che trasforma il linguaggio del Rinascimento dall’interno. Le sue figure, i rapporti tra i corpi e le scelte cromatiche aprono una strada nuova, contribuendo alla nascita della Maniera. Una libertà espressiva destinata a lasciare tracce profonde, fino alle interpretazioni di Pier Paolo Pasolini e Bill Viola.

Tra le opere più attese figura la Pietà, o Trasporto di Cristo, dipinta tra il 1525 e il 1528 per la cappella Capponi nella chiesa fiorentina di Santa Felicita. La pala arriva a Roma insieme ai quattro tondi con gli Evangelisti di Pontormo e Bronzino, presentati in un allestimento che richiama la struttura della cappella.

La Visitazione di Carmignano, realizzata tra il 1528 e il 1532, conclude invece la mostra. L’incontro tra Maria ed Elisabetta diventa, nella pittura di Pontormo, una scena di straordinaria intensità: la vicinanza delle figure e la luminosità delle vesti restituiscono un’immagine che continua a interrogare chi la guarda.

Il tema della Visitazione accompagna anche l’inizio del percorso, attraverso l’affresco giovanile proveniente dal Chiostrino dei Voti della basilica della Santissima Annunziata. Tra questa prima prova e il dipinto di Carmignano si misura l’evoluzione di una ricerca sempre più personale.

La mostra riunisce inoltre parte delle Storie di Giuseppe Ebreo, nate per la camera nuziale di Pierfrancesco Borgherini e Margherita Acciaioli, e quattro lunette del ciclo della Passione di Cristo della Certosa del Galluzzo. Alla stessa stagione appartiene la Cena in Emmaus, concessa dagli Uffizi, nella quale la concretezza dei personaggi e i contrasti luminosi mostrano un altro volto della pittura di Jacopo.

Uno spazio significativo è riservato ai ritratti, dal celebre Alabardiere al pensoso Cosimo il Vecchio, e al disegno, strumento attraverso il quale Pontormo studia gesti, anatomie e possibilità della figura umana. I fogli preparatori consentono di avvicinarsi al lavoro dell’artista, seguendo il passaggio dall’osservazione alla costruzione dell’immagine.

Accanto alle opere compare il “Libro mio”, il diario scritto tra il 1554 e il 1556. Il catalogo propone una nuova lettura di questo documento, invitando a riconsiderare alcune interpretazioni che hanno insistito sulla presunta stravaganza del pittore.

Anche i restauri contribuiscono alla conoscenza dell’autore. Nel caso della Madonna Corsini, la rimozione di una ridipintura ha rivelato una piccola ala: un dettaglio che permette di riconoscere nella figura infantile in basso un angelo, anziché san Giovannino.

Prestiti dal Louvre, dalla National Gallery di Londra, dal Metropolitan Museum di New York e da altre importanti raccolte internazionali completano un progetto che mette in relazione ricerca, conservazione e divulgazione. Alle Scuderie, il pubblico potrà incontrare Pontormo nella varietà della sua opera: un pittore che rende visibile, attraverso il colore e i corpi, la complessità delle emozioni.

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