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- Roma - Mercoledì 14 Ottobre 2026, 22:35
Roma, sette minuti per buttare via una notte da sogno: il Real passa 4-3 all’Olimpico
Giallorossi avanti 3-1 e protagonisti di una prova di personalità, poi tre gol subiti da calcio d’angolo tra l’83’ e il 90’. La prima sconfitta stagionale lascia il rimpianto di una grande occasione sprecata.
di Maurizio Pizzuto
Per ottantadue minuti l’Olimpico aveva accarezzato una notte da ricordare. La Roma giocava, colpiva e metteva in difficoltà il Real Madrid, costruendo un vantaggio che raccontava una prestazione di coraggio e qualità. Poi sono arrivati sette minuti fatali, tre calci d’angolo e altrettante reti subite. Il 3-1 si è trasformato in un incredibile 3-4, lasciando ai giallorossi il peso di una partita sfuggita quando il traguardo sembrava vicino.
È soprattutto questo a fare male: la sensazione di aver avuto nelle mani una vittoria importante, meritata per quanto costruito, e di averla lasciata andare attraverso errori ripetuti nella stessa situazione di gioco. Una bella Roma, capace di affrontare il Real con personalità, si è scoperta improvvisamente vulnerabile nel momento in cui servivano lucidità e attenzione.
L’avvio aveva premiato l’intraprendenza giallorossa. Al 20’ De Roon aveva trovato il vantaggio con una conclusione da fuori, deviata alle spalle di Courtois. Cinque minuti dopo, però, una sbavatura difensiva aveva rimesso in corsa gli spagnoli: l’uscita imprecisa di Hermoso aveva aperto lo spazio al tiro di Mbappé, con il tocco sfortunato di Mancini a spiazzare Gollini.
La Roma aveva avuto il merito di continuare a cercare la porta, senza lasciarsi condizionare dal pareggio. Spinta offensiva, iniziativa e capacità di creare occasioni avevano accompagnato i giallorossi fino al 3-1 del 57’, nato da un preciso assist di Soulé. Anche l’attesa per la verifica della posizione di fuorigioco, dopo l’iniziale annullamento, si era sciolta nell’esultanza dell’Olimpico.
A quel punto la partita sembrava indirizzata. Il Real, invece, ha trovato nuove risorse anche attraverso i cambi di José Mourinho e ha approfittato delle incertezze romaniste sulle palle inattive.
All’83’ Espi ha accorciato le distanze su una ribattuta dopo un calcio d’angolo. Due minuti più tardi Endrick ha firmato il pareggio, ancora sugli sviluppi di un corner. La Roma non è riuscita a interrompere la sequenza e al 90’ è arrivata la beffa definitiva: altro angolo, pallone di Güler e gol dell’ex Rüdiger.
Tre episodi ravvicinati hanno cancellato il vantaggio e cambiato il giudizio sul risultato, pur senza cancellare quanto di buono mostrato in precedenza. Il nodo è tutto nella gestione del finale: proteggere l’area, seguire gli avversari, reagire alle seconde palle. Situazioni diventate decisive proprio quando la vittoria chiedeva di essere difesa.
La prima sconfitta stagionale, tra campionato e Champions, arriva così nella serata che avrebbe potuto regalare una delle soddisfazioni più grandi. Restano la qualità del gioco e la personalità con cui la Roma ha affrontato il Real. Ma resta soprattutto un’occasione sprecata: all’Olimpico sono bastati sette minuti per trasformare una festa possibile in un rimpianto enorme.
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