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  • Roma - Mercoledì 7 Ottobre 2026

7 ottobre, Netanyahu alza la voce: "Nostalgia per i nostri cari, faremo i conti con tutti gli assassini"

Il premier israeliano commemora le vittime dell'attacco di Hamas nel giorno del dolore nazionale. Il movimento islamista: "Una giornata gloriosa che ha infranto il mito dell'esercito invincibile".

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"Oggi ho acceso una candela commemorativa presso l'Ufficio del primo ministro a Gerusalemme, in memoria di tutte le vittime del 7 ottobre, uccise dai mostri di Hamas. Il popolo si unisce in questo giorno nel ricordo e nella nostalgia per i nostri cari. Porteremo a termine la missione: siamo venuti e faremo i conti con tutti gli assassini". È con questa dichiarazione che il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha aperto le commemorazioni per il terzo anniversario del massacro del 7 ottobre 2023.

Nel Paese, fermatosi tra eventi ufficiali, cortei e manifestazioni di protesta in oltre 400 località, le celebrazioni sono scattate alle 6:29 del mattino, ora dell'inizio dell'attacco di Hamas.

Dalla mostra "The Space Left Behind" al Peres Center di Giaffa — che espone oggetti personali delle vittime, inclusa la bicicletta del piccolo Ariel Bibas — fino alla cerimonia nazionale al Parco Hayarkon di Tel Aviv, condotta dall'ex ostaggio Eli Sharabi e dall'attrice Shani Cohen, Israele ha ripercorso una giornata di profondo dolore nazionale.

Di contro, Hamas ha rivendicato l'attacco definendolo "una giornata gloriosa per la storia del nostro popolo che rappresenta un capitolo storico della nostra lotta in corso". Il movimento islamista si è detto "orgoglioso e fiero della grandezza, della fermezza e dei sacrifici del popolo palestinese", celebrando i militanti delle Brigate Al-Qassam che "hanno infranto il mito dell'esercito invincibile". Respingendo la tesi che il conflitto sia iniziato quel giorno — definito una "palese distorsione della realtà" — Hamas ha accusato Israele di condurre una "guerra genocida" che ha provocato "oltre 74.000 morti e 175.000 feriti", sottolineando l'isolamento internazionale dell'entità sionista.

Il comunicato si è concluso confermando l'impegno per un accordo di cessate il fuoco, rendendo omaggio ai "leader martiri" Ismail Haniyeh, Saleh al-Arouri, Yahya al-Sinwar e Mohammed al-Deif.

Sul piano regionale si registrano anche le dichiarazioni dell'Iran, il cui capo di stato maggiore Ali Abdollahi ha affermato che l'attacco "ha accelerato il declino del regime sionista".

Nel frattempo sul campo la tensione rimane altissima: l'Idf ha lanciato un'ampia operazione antiterrorismo in Cisgiordania con decine di fermi ed espropriazioni a Beit Duqqu, mentre a Burqa, a nord-ovest di Nablus, un attacco di coloni israeliani contro raccoglitori di olive ha provocato la morte del quarantaquattrenne palestinese Ali Hassan Yasser al-Bazzari e il ferimento di altre 14 persone.

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