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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Mercoledì 21 Ottobre 2026, 12:35

Addio a Roberto Bernabai, una vita al microfono per raccontare lo sport

È morto a 70 anni il giornalista, storico volto di Telemontecarlo e La7. Dai Mondiali alle Olimpiadi, fino alle radio della Capitale: oltre mezzo secolo di professione, con competenza e misura.

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Il giornalismo sportivo perde una voce familiare, capace di accompagnare gli appassionati attraverso partite, grandi appuntamenti internazionali e discussioni quotidiane sul calcio.

È morto nella notte Roberto Bernabai, giornalista e conduttore televisivo, per molti anni volto dell’informazione sportiva di Telemontecarlo e La7. Aveva 70 anni.

La notizia della scomparsa è stata diffusa nella mattinata del 21 ottobre. Nato a Roma il 6 febbraio 1956, Bernabai aveva cominciato nel 1975, collaborando con diverse pubblicazioni periodiche.

Un percorso costruito gradualmente, passando dalla scrittura al microfono: tra il 1985 e il 1990 aveva lavorato come radiocronista e conduttore nelle emittenti regionali laziali, prima dell’ingresso nella redazione sportiva di TMC. Era il 1990, l’anno dei Mondiali italiani, e per lui si apriva una lunga stagione nella televisione nazionale.

Da inviato e telecronista aveva seguito tre edizioni dei Campionati mondiali di calcio, tre Europei e i Giochi olimpici di Barcellona del 1992. Per sei stagioni aveva inoltre commentato la Liga spagnola, contribuendo a far conoscere al pubblico italiano protagonisti e sfide del calcio iberico.

Dal 1992 la conduzione dei notiziari e dei programmi sportivi, prima a Telemontecarlo e poi a La7, lo aveva reso una presenza riconoscibile per gli spettatori. Accanto alla televisione era rimasto forte il rapporto con la radio e con Roma.

Vicino ai colori giallorossi, negli ultimi anni aveva continuato a intervenire sulle frequenze di Rete Sport. Proprio nell’etere capitolino il suo modo di commentare trovava uno spazio naturale: analisi pacate, attenzione al gioco e disponibilità al confronto. Nel ricordo pubblicato dopo la scomparsa, vengono sottolineati il suo garbo, l’eleganza e l’acume giornalistico.

La sua carriera ha attraversato trasformazioni profonde del racconto sportivo, dalle emittenti locali alle grandi dirette internazionali. Resta il ricordo di un professionista che aveva fatto della competenza e della misura una cifra riconoscibile: qualità preziose in un mestiere chiamato ogni giorno a dare parole alle emozioni dello sport.

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