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  • Roma - Martedì 13 Ottobre 2026

Ambiente, allarme delle Ong sul bilancio Ue 2028-2034: "Proposti tagli da 30 miliardi a clima e natura"

Greenpeace, Legambiente, Lipu, WWF, MIRA Network e Fondazione Ecosistemi chiedono una svolta finanziaria da 1.000 miliardi di euro per contrastare i danni economici del dissesto climatico.

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La bozza di compromesso presentata dalla Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione Europea sul prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 rischia di ridurre drasticamente le risorse comunitarie destinate alla sostenibilità.

L'ipotesi di revisione, contenuta nel documento negoziale, prevede un taglio lineare al bilancio Ue di 159 miliardi di euro che, applicando il vincolo di destinare il 35% dei fondi all'azione ambientale, si tradurrebbe in una contrazione di circa 30 miliardi di euro per gli investimenti climatici.

A lanciare l'allarme è un cartello di organizzazioni ambientaliste composto da Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia, WWF Italia, MIRA Network e Fondazione Ecosistemi.

Le associazioni evidenziano come ridurre i fondi in questa fase equivalga a "disdire l'assicurazione mentre si avvicina una tempesta", sottolineando che i costi dell'inazione sono già tangibili sul tessuto economico continentale.

Secondo un'analisi di Triodos Bank, gli eventi meteorologici estremi registrati nel corso dell'estate rischiano infatti di deprimere il PIL europeo di circa l'1% nel 2026, provocando perdite stimabili in 180 miliardi di euro.

Di fronte a questo scenario, le Ong sollecitano un cambio di marcia radicale, chiedendo di stanziare almeno 1.000 miliardi di euro per il clima nel prossimo bilancio pluriennale, destinando 200 miliardi specificamente alla tutela della biodiversità.

Nel mirino degli ambientalisti finiscono anche la gestione dei sussidi alla Politica Agricola Comune e il destino del programma LIFE. Stando a un recente rapporto diffuso dal WWF, circa il 60% dei fondi della PAC — pari a 32,1 miliardi di euro all'anno — continua a finanziare modelli agricoli intensivi e impattanti, costringendo i cittadini a sostenere un doppio costo per il ripristino delle risorse naturali e il contrasto a siccità e alluvioni.

Preoccupazione viene espressa infine per il programma LIFE, l'unico fondo Ue interamente dedicato all'ambiente, per il quale la proposta di compromesso non prevede finanziamenti blindati, rischiando di privare i territori di uno strumento essenziale per la transizione ecologica.

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