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  • Salerno - Domenica 18 Ottobre 2026, 21:30

Ambiente e Salute: L'italiano Luigi Montano tra i “Top 2% Scientists” Stanford–Elsevier 2026

Originario della Terra dei Fuochi ed esperto in medicina ambientale, è stato collocato in quella ristretta cerchia di ricercatori presenti nel database e classificati nell’ambito Biomedical Research ed Environmental Sciencesi per il suo progetto EcoFoodFertility

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Dalla Terra dei Fuochi al panorama della ricerca scientifica mondiale.

Luigi Montano, uro-andrologo ospedaliero dell’ASL Salerno, esperto in Patologia Ambientale e Medicina dello Stile di Vita, già Past Presidente della Società Italiana della Riproduzione Umana, con un PhD in Biologia dell’Evoluzione ed Ecologia e con abilitazione Scientfica Nazionale a professore Ordinario in Urologia,  ideatore e coordinatore del progetto di ricerca EcoFoodFertility, è stato inserito nell’edizione 2026 della classifica internazionale World’s Top 2% Scientists Stanford–Elsevier, che identifica gli scienziati con elevato impatto bibliometrico nelle diverse discipline scientifiche.

Il riconoscimento riguarda la graduatoria Single-Year Scientific Impact, elaborata sulla base delle citazioni ricevute nel 2025 e di altri indicatori bibliometrici standardizzati.

Un risultato che assume un significato particolare per il percorso professionale di Montano, medico ospedaliero del Servizio Sanitario Nazionale e non ricercatore strutturato in un’università o in un grande istituto di ricerca.

Parallelamente all’attività clinica, Montano ha infatti coinvolto nella ricerca da lui ideata ricercatori di diverse discipline appartenenti a università, enti di ricerca, istituzioni sanitarie, creando la Rete Interdisciplinare per la Salute Ambientale e Riproduttiva che ha permesso al progetto di collaborare direttamente con associazioni e comunità territoriali in più aree d’Italia eseguendo in diversi territori nazionali avanzate ricerche di biomonitoraggio umano e proiettando in ottica One Health il progetto verso confini finora inesplorati per la sanità pubblica.

Nell’elaborazione dei dati Stanford–Elsevier 2026, Montano si colloca in quella ristretta cerchia di ricercatori presenti nel database e classificati nell’ambito Biomedical Research ed Environmental Sciences, considerando quest’ultima come primo o secondo sottosettore.

Una posizione che lo colloca nella fascia superiore di circa il 35% di questo specifico gruppo scientifico.

La storia di EcoFoodFertility comincia nel 2013-2014, quando Montano, originario di Acerra, nel cuore della Terra dei Fuochi, intuisce che lo studio della fertilità maschile possa offrire nuove opportunità per comprendere gli effetti dell’inquinamento ambientale sulla salute.

Da qui nasce l’idea di utilizzare il liquido seminale come “sentinella” precoce della salute ambientale, riproduttiva e generale, attraverso l’analisi integrata di contaminanti e biomarcatori molecolari avanzati.

Partendo da questa intuizione si è sviluppato un progetto multicentrico di biomonitoraggio umano, esteso a diverse aree italiane e a collaborazioni anche internazionali, con numerose pubblicazioni scientifiche che hanno contribuito ad aprire nuove prospettive per la Medicina Ambientale e la Sanità Pubblica.

Gli studi hanno evidenziato come, in determinati contesti, il liquido seminale possa rivelare differenze di esposizione e alterazioni biologiche tra territori a diversa pressione ambientale con maggiore sensibilità discriminante rispetto ad altre matrici biologiche, come sangue e urine.

La fertilità viene così interpretata non soltanto come capacità riproduttiva, ma anche come possibile indicatore precoce della salute dell’individuo e delle conseguenze biologiche dell’esposizione ambientale, i cui risvolti stanno aprendo nuovi scenari per la prevenzione, la sorveglianza sanitaria.

Dalla fertilità umana a One Health: una ricerca che supera i confini disciplinari.

L’aspetto più innovativo di EcoFoodFertility è la sua progressiva evoluzione verso un modello operativo One Health, fondato sull’interdipendenza tra salute umana, animale e ambientale.

Dagli studi iniziali sulla fertilità maschile, le ricerche si sono estese alla salute riproduttiva femminile, con avanzati studi di esposomica tra cui genomica, epigenetica, proteomica, volatilomica e la ricerca sempre più avanzata verso anche contaminanti emergenti come nano e microplastiche e terre rare.

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