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  • Roma - Giovedì 1 Ottobre 2026

Anziani, la Sigg promuove il Piano nazionale per fragilità e non autosufficienza: "Una svolta, ora interventi concreti"

La Società italiana di gerontologia e geriatria accoglie con favore il provvedimento presentato dalla viceministra Bellucci. Il presidente Leosco: "Dalla gestione delle emergenze alla presa in carico continuativa della persona".

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Un cambio di passo nella gestione delle politiche per la terza età e per l'assistenza sociosanitaria nel Paese. La Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) esprime un giudizio ampiamente positivo sul nuovo Piano nazionale per la fragilità e la non autosufficienza nella popolazione anziana, illustrato nei giorni scorsi dalla viceministra del Lavoro e delle politiche sociali e presidente del Cipa, Maria Teresa Bellucci.

"Per la prima volta il nostro Paese dispone di uno strumento nazionale specificamente rivolto alla prevenzione e alla presa in carico della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana", commenta Dario Leosco, presidente della Sigg e ordinario di Geriatria all’Università Federico II di Napoli. "La Sigg guarda con grande favore a questo Piano perché riconosce finalmente la necessità di affrontare l’invecchiamento e la non autosufficienza attraverso una visione globale della persona anziana, nella quale dimensione clinica, funzionale, cognitiva, psicologica e sociale devono essere considerate insieme".

La comunità scientifica dei geriatri accoglie con particolare favore i pilastri programmatici del testo, incentrati sulla prevenzione della perdita di autonomia, sulla valutazione multidimensionale, sulla personalizzazione dei percorsi e sul raccordo strategico tra le reti sanitarie e i servizi sociali. "È importante che il sistema passi dalla semplice erogazione di prestazioni alla presa in carico continuativa della persona anziana, attraverso una rete capace di mettere in comunicazione medicina generale, geriatria, servizi territoriali, assistenza domiciliare, strutture residenziali e servizi sociali", spiega il presidente della Sigg, sottolineando come "la continuità assistenziale e la valutazione multidimensionale sono condizioni indispensabili per garantire appropriatezza e qualità delle cure".

Il piano si sofferma inoltre sulla tutela della domiciliarità, favorendo la permanenza degli anziani nel proprio contesto abitativo e familiare ogni volta che le condizioni di salute lo consentano, accanto a mirate forme di supporto per i caregiver. "Questo Piano può costituire una vera svolta nel modello italiano di long-term care – prosegue Leosco – ma il suo successo dipenderà dalla capacità di tradurre gli indirizzi programmatori in servizi, professionalità, risorse e percorsi assistenziali concretamente disponibili per gli anziani e le loro famiglie".

A fronte dei nuovi indirizzi, l'auspicio dei geriatri è che le direttive nazionali si trasformino rapidamente in standard omogenei su tutto il territorio. "L’Italia ha compiuto un passo importante", conclude Leosco. "Adesso è necessario fare in modo che il diritto a un’assistenza appropriata, integrata e personalizzata non dipenda dal luogo in cui una persona anziana vive. La fragilità e la non autosufficienza non possono essere affrontate soltanto quando diventano emergenze: devono essere prevenute, riconosciute precocemente e prese in carico con un progetto assistenziale individualizzato, mettendo al centro la dignità, l’autonomia possibile e la qualità di vita della persona anziana".

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