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  • Roma - Lunedì 25 Maggio 2026

Arte, Roma: Galleria Continua presenta le opere di Carlos Garaicoa con la mostra “I giardini di Piranesi”

L'opera di Giovanni Battista Piranesi si riscontra come un omaggio e un percorso di ricerca condiviso, soprattutto, nell'uso del disegno come strumento di analisi della realtà urbana e nell'idea della rovina come punto di partenza per l'indagine artistica.

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di Paola Pucciatti

Galleria Continua, situata all’interno dello splendido Hotel St. Regis Rome, a Roma, tra i pochi alberghi al mondo che possono vantare al loro interno la sede di una galleria d’arte di livello internazionale, ospita la mostra “I giardini di Piranesi” dell’artista cubano Carlos Garaicoa, una delle voci più autorevoli del panorama artistico internazionale che vive e lavora tra L'Avana e Madrid.

 Fulcro della mostra, allestita fino all’8 agosto, appositamente studiata dall'artista per la sede romana della galleria, è una nuova serie di disegni e dipinti in cui piante carnivore e velenose, volutamente sovradimensionate, crescono fino a eguagliare o minacciare la scala degli edifici fatiscenti dell'Avana.

 “Si tratta di lavori realizzati nel 2021 nel periodo del Covid (quelli nella prima sala della Galleria) e riguardano il rapporto che abbiamo con le città, le architetture e lo spazio dove viviamo – spiega Silvia Pichini responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne di Galleria Continua – è uno dei suoi temi ricorrenti sul quale Carlos riflette e sviluppa negli anni le diverse tecniche di lavoro”.

 Al centro della ricerca di Garaicoa si colloca da sempre la città, infatti, intesa come organismo complesso e stratificato, attraversato da tensioni tra memoria, trasformazione e possibilità.

 L'artista osserva architetture e paesaggi urbani cogliendone le trame profonde, le ferite e i sogni, tanto quelli dismessi quanto quelli ancora realizzabili, per poi rielaborarli attraverso un processo creativo che intreccia passato e futuro. Ne scaturiscono nuove prospettive e linee di fuga, in cui la dimensione collettiva e la moltitudine diventano protagoniste di un incessante divenire.

 L'opera di Giovanni Battista Piranesi si riscontra in questa mostra di Carlos Garaicoa come un omaggio e un percorso di ricerca condiviso, soprattutto nell'uso del disegno come strumento di analisi della realtà urbana e nell'idea della rovina come punto di partenza per l'indagine artistica.

 “Questa mostra è speciale, documenta la città, dove la natura è sempre presente. – afferma Garaicoa in un ottimo italiano - L’Avana è una città decadente ed esprimo la sofferenza nell’architettura che diventa metafora della condizione politica e sociale del luogo. L’architettura nei miei lavori è un messaggio universale e L’Avana è come una metafora. La relazione con la natura è sempre presente nelle mie opere.  Il gioco di piante carnivore e velenose che, a prima vista sembrano affascinanti, in realtà creano una tensione passionale tra la natura e lo spazio urbano, parte della memoria collettiva. Appaiono davanti agli edifici rappresentando le contraddizioni della società che mette in pericolo la città”.

 La metafora è il tessuto cittadino, dove tutto assume un suo equilibrio, in uno spazio architettonico più etereo di cui ciascuno è quasi inconsciamente parte e in cui si innesca una lettura simbolica in cui l'elemento organico smette di essere decorativo per assumere una funzione attiva, quasi aggressiva, contrapponendosi allo spazio dell'architettura moderna in declino.

 In questo contesto, è più facile cogliere il dialogo con Piranesi. L'artista settecentesco non solo immaginava prigioni e città sopraffatte dalla propria monumentalità, ma concepiva anche il giardino come spazio di potere, ordine e rappresentazione, come dimostra il suo intervento presso la Villa Magistrale dei Cavalieri di Malta sul Colle Aventino. Analogamente, nelle opere di Garaicoa la vegetazione invade l'ambiente urbano, trasformandosi in metafora critica della fragilità del progetto moderno e dei conflitti sociali che emergono tra utopia e sopravvivenza.

Uno spazio importante è dedicato ad una grande e importante installazione del 2022 “Contrappeso” (Ciudad Plomada), che “richiama il “peso” della città e il filo sottile che unisce ogni elemento del suo contesto”, realizzata in: bronzo, ferro, acciaio, nylon.

E’ composta da piccoli pesi metallici ancorati a terra, che ricordano minuscoli edifici, e da scintillanti contrappesi in ottone di varie forme e simboli che fluttuano sospesi sopra di essi. Ogni singolo pezzo è stato realizzato a cera persa, la tipica lavorazione artigianale con la quale i maestri orafi creano i propri gioielli. Si potrebbe quasi dire che ogni piccolo edificio che fluttua nello spazio sia un vero e proprio gioiello, un pezzo unico e mai uguale ad un altro.

 Per quanto bella e unica nel suo genere, “Contrappeso” cattura immediatamente lo sguardo di chi la osserva grazie alla tensione visiva creata dalle diagonali incrociate e dal gioco armonico delle forme.

 “L’installazione parla di questa nuova tensione tra la città eterea, fragile, sognata e la città industriale che la tiene sotto con gli stessi elementi con cui si costruisce la città e i suoi palazzi.  Questo incrocio che vediamo ricorda proprio le famose prigioni di Piranesi”. Garaicoa estende l'eredità piranesiana proponendo l'immagine di una città sospesa tra equilibrio e minaccia. Qui, la promessa di stabilità e perfezione architettonica rivela il proprio lato oscuro, evocando le visioni di città impossibili e spazi carcerari dell'artista veneziano come potente allegoria delle tensioni politiche, sociali ed esistenziali della contemporaneità.

 Orari di apertura speciali

Venerdì 15 e sabato 16 maggio: ore 10:00 – 20:00

Domenica 17 maggio: ore 10:00 – 18:00

https://contemporanearoma.com

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