
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 28 Settembre 2026
Bill Gates frena sull'IA: "L'autoregolamentazione non basta, servono leggi USA e vincoli globali"
Il fondatore di Microsoft sollecita l'intervento di Washington e critica l'approccio dell'amministrazione Trump: "La combinazione tra attori malevoli e intelligenza artificiale rappresenta un rischio per l'intera umanità".
Servono un intervento normativo pubblico tempestivo e un accordo internazionale per governare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, le cui dinamiche di rischio vengono paragonate a quelle dell'era atomica.
A lanciare il monito è il cofondatore di Microsoft e filantropo Bill Gates, che nel corso di un'intervista rilasciata al programma Meet the Press sulla rete NBC ha esortato gli Stati Uniti ad assumere la leadership mondiale nella definizione di regole condivise.
Il punto di partenza dell'analisi di Gates risiede nell'insufficienza dei protocolli volontari adottati dalle Big Tech: "Nessuno pensa che l'autoregolamentazione basti. Quindi è necessario che a Washington venga approvata una legge".
Le valutazioni di Gates sottolineano la portata potenziale delle minacce legate all'uso improprio della tecnologia: "L'IA è certamente abbastanza potente da innescare eventi che causano un miliardo di morti, no? Quindi, anche se è piuttosto difficile raggiungere una certezza assoluta, non c'è mai stata un'arma potente quanto la combinazione di individui malintenzionati che usano i più recenti strumenti di IA".
Un salto di qualità nelle minacce informatiche e biologiche, ha rilevato Gates, considerando che "in passato solo gli Stati disponevano di squadre per attacchi informatici e potevano concepire minacce come le armi bioterroristiche. Oggi, piccoli gruppi dotati di IA possono compiere azioni che un tempo erano alla portata solo delle grandi potenze. È dunque la combinazione tra intenzioni malevole e IA a rappresentare una minaccia significativa. Se i governi non imporranno adeguate misure di salvaguardia, assisteremo a gravi conseguenze negative proprio a causa della mancanza di tutele".
L'imprenditore ha inoltre espresso riserve sulla posizione espressa dal presidente Donald Trump, propenso a considerare lo sviluppo dell'IA prevalentemente in chiave di competizione egemonica contro la Cina, come ribadito di recente dallo stesso Trump sui social ("Chi vince nell'IA, vince! Siamo in vantaggio sulla Cina e su tutti gli altri, e continueremo a esserlo").
Sul tema della sfida geopolitica, Gates ha aperto al dialogo con la Casa Bianca: "Ciò che ha detto è legittimo, ma credo che, dopo aver ascoltato me e altre persone, e aver capito che questo non ci svantaggia in quella che lui percepisce come una competizione tra nazioni, si arriverà a un consenso".
In conclusione, Gates ha richiamato il ruolo storico della diplomazia americana nella stipula di trattati multilaterali a tutela della sicurezza globale: "Dalla Seconda guerra mondiale a oggi, gli Stati Uniti possono andare molto fieri di come hanno affrontato le sfide globali: lo abbiamo fatto in modo costruttivo, coinvolgendo amici e alleati — si pensi alla sicurezza aerea, alla protezione dello strato di ozono o alle armi nucleari — e agendo sempre in modo corretto, senza cercare di sfruttare a nostro esclusivo vantaggio i nostri punti di forza unici. E per quanto riguarda l'IA, dovremo tornare a questo concetto: 'Ehi, l'umanità è tutta sulla stessa barca'".
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