
- Prima Notizia 24
- Massa Carrara - Venerdì 16 Ottobre 2026, 19:45
Bimbo di un anno ingoia una pila a bottone a Massa: salvato da un intervento d'urgenza coordinato tra Meyer e Ospedale del Cuore
La gastroenterologa endoscopista Sara Renzo è giunta da Firenze con un mezzo del 118 per rimuovere l'oggetto dall'esofago prima di lesioni fatali. Ora, il piccolo è fuori pericolo di vita.
Un bambino di un anno residente nella provincia di Massa-Carrara è stato tratto in salvo a seguito dell'ingestione accidentale di una pila a bottone, grazie a un tempestivo intervento congiunto tra l'Azienda ospedaliero-universitaria Meyer di Firenze e l'Ospedale del Cuore di Massa, struttura gestita dalla Fondazione Monasterio.
L'episodio, verificatosi lo scorso 5 ottobre, è stato reso noto dalle autorità sanitarie a decorso clinico stabilizzato.
Subito dopo l'incidente il piccolo è stato trasportato d'urgenza presso il nosocomio massese, dove la gastroenterologa endoscopista del Meyer, Sara Renzo, è giunta a bordo di un mezzo di emergenza del 118 insieme all'attrezzatura specialistica necessaria per effettuare la procedura.
L'operazione di estrazione dell'oggetto è stata condotta in sala operatoria con l'assistenza dei cardiochirurghi pediatrici e del personale della Fondazione Monasterio.
Nonostante siano trascorse appena due ore dall'ingestione, il rilascio di sostanze chimiche da parte della batteria aveva già procurato evidenti danni alle mucose delle pareti esofagee.
La rapida esecuzione della manovra ha comunque permesso di asportare la pila prima che potesse intaccare i grandi vasi sanguigni, scongiurando così il ricorso a un complesso intervento cardiochirurgico a torace aperto.
Dopo alcuni giorni di ricovero in terapia intensiva, il paziente è stato dichiarato fuori pericolo di vita, pur dovendo proseguire il previsto percorso terapeutico.
Sull'esito favorevole della vicenda è intervenuta l'assessora alla Sanità della Regione Toscana, Monia Monni, sottolineando il valore della sinergia tra strutture ospedaliere: “Fare rete e fare squadra funziona, soprattutto quando il tempo è determinante”.
La vicenda riporta in primo piano i gravi pericoli connessi alla manipolazione e all'ingestione accidentale delle batterie a bottone da parte dei minori, dispositivi capaci di provocare ustioni chimiche, perforazioni ed emorragie interne potenzialmente letali nel giro di pochissimo tempo, come già drammaticamente testimoniato dal decesso di un'altra bambina avvenuto in Toscana nel novembre del 2024.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

















