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- Roma - Lunedì 21 Settembre 2026
Bollo auto, Feoli: «Ora il Governo guardi anche a trasporto e logistica»
Il presidente di Feoli, Enrico Folgori, accoglie positivamente l’esenzione per le vetture fino a 80 kW e rilancia sul mondo dell’autotrasporto: «I mezzi delle imprese sono strumenti di lavoro. Servono interventi sul bollo e un meccanismo che adegui le tariffe alle oscillazioni del carburante».
di Andrea Valenti
Dal bollo delle famiglie ai costi che ogni giorno viaggiano sulle strade italiane insieme a camion e mezzi commerciali. Enrico Folgori, presidente di Feoli (Federazione Operatori della Logistica Integrata), parte dalla nuova esenzione decisa dal Governo per chiedere che l’attenzione venga estesa anche alle imprese del trasporto e della logistica.
Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri prevede per il 2027 l’esenzione dal bollo sul primo veicolo fino a 80 kW, senza limiti legati all’Isee. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha indicato in oltre 24,6 milioni le persone potenzialmente interessate, mentre nel Paese circolano più di 34 milioni di autoveicoli e motoveicoli entro la soglia degli 80 kW.
Una misura che Folgori definisce «un’ottima notizia per le famiglie», soprattutto perché l’automobile, sottolinea, continua a rappresentare per molti italiani una necessità quotidiana: serve per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli a scuola e muoversi nei territori dove il trasporto pubblico non sempre riesce a offrire un’alternativa adeguata.
Ma il presidente di Feoli sposta subito l’attenzione sull’altra faccia della mobilità: quella di chi utilizza un veicolo non semplicemente per spostarsi, ma per lavorare.
«Lo stesso discorso – sostiene Folgori – vale per centinaia di migliaia di autotrasportatori e per le aziende della logistica e del trasporto». Il tema centrale è quello dei costi operativi, a partire dal carburante, che continua a incidere pesantemente sui bilanci delle imprese. Il decreto varato dal Governo interviene anche su questo fronte, prorogando il taglio delle accise sul gasolio fino al 5 ottobre con una riduzione progressiva dello sconto.
Secondo Folgori, le tensioni geopolitiche internazionali e l'instabilità delle principali rotte energetiche stanno producendo conseguenze che non rimangono confinate alle pompe di benzina. Quando aumenta il costo del diesel, infatti, cresce il costo del trasporto delle merci e una parte di quell’incremento finisce inevitabilmente lungo la filiera, fino ai prezzi pagati dal consumatore.
Da qui la richiesta di Feoli di introdurre un meccanismo di adeguamento dei contratti di trasporto alle variazioni del prezzo del carburante, facendo sì che le tariffe possano aumentare o diminuire in relazione all’andamento di diesel e benzina.
Ma Folgori va oltre e pone sul tavolo anche la questione del bollo per i veicoli aziendali.
«Invitiamo il Governo a valutare l’abolizione del bollo anche per i mezzi delle flotte delle società di trasporto e della logistica e per quelli dei piccoli e medi trasportatori», afferma il presidente di Feoli.
La motivazione è essenzialmente economica: per un’impresa di autotrasporto il mezzo non costituisce un bene accessorio, ma il principale strumento con cui produce reddito e garantisce la movimentazione delle merci.
La richiesta della Federazione apre dunque un nuovo fronte nel confronto sulle misure destinate alla mobilità. Se per le famiglie l’esenzione punta ad alleggerire il costo della proprietà dell'auto, Feoli chiede adesso di ragionare anche su chi, ogni giorno, attraverso quelle stesse strade, mantiene in movimento una parte essenziale dell’economia italiana.
Perché dietro il prezzo di un prodotto sullo scaffale, ricorda in sostanza Folgori, c’è quasi sempre anche un camion che lo ha portato fin lì.
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