
- Prima Notizia 24
- Bologna - Martedì 20 Ottobre 2026, 16:00
Bologna: creata al S. Orsola la prima cornea ibrida umana-artificiale, ridà la vista a chi non poteva più fare il trapianto
Il team del professor Luigi Fontana unisce il tessuto biologico di un donatore con una componente sintetica d'avanguardia, riaccendendo le speranze per chi rischiava la cecità definitiva.
Una nuova barriera medica cade al Policlinico Sant'Orsola di Bologna, dove il reparto di Oftalmologia guidato da Luigi Fontana ha inaugurato un'inedita strategia chirurgica per combattere la perdita della vista nei casi disperati.
La tecnica consiste nel combinare la parte superiore di un organo prelevato da un donatore con la tecnologia endoteliale artificiale EndoArt, dando vita a un innesto biomateriale mai tentato prima in ambito clinico.
L'operazione è rivolta a chi soffre di gravi alterazioni della superficie oculare e ha già visto fallire i precedenti tentativi di chirurgia ricostruttiva convenzionale.
Il bilancio della fase iniziale conta dodici pazienti trattati dall'autunno dello scorso anno, le cui storie cliniche hanno trovato spazio di recente sulla testata specializzata Cornea.
L'esito dei trattamenti descrive una concreta inversione di rotta per individui che in partenza conservavano soltanto una vaga percezione dei fasci luminosi: dopo la procedura, gli assistiti sono tornati autonomi nella vita di tutti i giorni, riuscendo a riconoscere i propri cari, guardare il telefono e muoversi negli spazi domestici.
L'équipe medica precisa che, sebbene le indicazioni raccolte siano estremamente promettenti, la validità del protocollo andrà confermata con un monitoraggio costante e su un campione di soggetti più numeroso.
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