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  • Firenze - Giovedì 1 Ottobre 2026

Calcio, Nazionale, Malagò contro Abodi dopo le dimissioni di Bianchedi: "Intervento sbagliato e sgrammaticato"

Il presidente federale difende la decisione di Diana Bianchedi e attacca le ingerenze sulle dinamiche sportive. Sui rischi di commissariamento e sul dossier Euro 2032: "Servono stadi, la Uefa ci osserva con molta attenzione".

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Tensione aperta ai vertici della Figc. A margine dell'assemblea della Lega Pro a Firenze, il presidente Giovanni Malagò è intervenuto con durezza sulle recenti polemiche che vedono coinvolti i vertici del settore e il Ministero per lo Sport, a partire dalle dimissioni di Diana Bianchedi da capodelegazione della Nazionale. 

"Ovviamente non posso che condividere la scelta di Diana Bianchedi", ha affermato Malagò senza mezzi termini. "Giustamente è rimasta particolarmente turbata dal fatto che il ministro dello Sport entri nel merito di quelli che sono i comportamenti all’interno della giunta, sia da parte sua, che da parte dell’altro vicepresidente, oggettivamente è un’entrata assolutamente non solo non convenzionale, è sgrammaticata, fuori luogo, siccome lei è una persona la cui trasparenza è fin troppo evidente.

Qui non è un problema di Coni, non è un problema di Anac, non è un problema di Federcalcio e lei ha pensato di andare avanti con i suoi valori, credo sia impossibile darle torto, poi insomma non mi sembra che non sia stata l’unica uscita sulle questioni che riguardano il calcio da parte del ministro, i fatti mi sembra che siano molto chiari".

Richiamando il principio d'indipendenza delle istituzioni sportive, Malagò ha ribadito la propria posizione critica verso le recenti ingerenze esterne: "Mi sembra che il giudizio sia abbastanza unanime se vai a guardare, è un dato di fatto quello che sta succedendo. Qui non si tratta di essere amici di Mario o di Carlo, di Giovanni o di Luciano, insomma è evidente che c’è questo diciamo palese intervento che secondo me è proprio in assoluto sbagliato, al di là di una posizione ovviamente che riguarda non tanto la mia persona, ma la Federazione che ovviamente devo difendere, ma proprio in nome di quelle che sono le dinamiche dell’autonomia dello sport".

Quanto alle indiscrezioni su una possibile ipotesi di commissariamento, la risposta è netta: "Io sono molto tranquillo. Sbaglierò, non lo so, non credo, perché io approccio a questa materia con qualcosa di cui forse ci si dimentica: primo lo faccio da volontario, secondo perché sono stato eletto e ho avuto il consenso dei voti. Terzo non è che ho deciso io di scendere in campo per vedere cosa riuscivo a combinare, no, sono stato chiamato dagli altri. Con questi presupposti perché non dovrei essere sereno?".

Il dibattito si è spostato poi sulla presentazione del dossier relativo all'organizzazione dei campionati europei del 2032 e sullo stato dell'impiantistica nazionale. "La Uefa ci sta guardando con molta attenzione perché c’è massimo rispetto per l’Italia, massimo rispetto per il vicepresidente della Uefa Gravina e per la sua storia, credo anche per la mia persona, però come molti media hanno riportato, a oggi c’è un solo stadio che sarebbe pronto a ospitare gli Europei 2032, mentre la Turchia ne ha ben più di 5", ha avvertito.

"Voi sapete che da anni sono il portabandiera dei grandi eventi sportivi. Si è visto partendo da Milano-Cortina recentemente, poi il discorso dell’America Cup, dell’Atp, e adesso con i Giochi del Mediterraneo di Taranto. Si mettono in moto tutta una serie di investimenti che non sono solo accelerati, sono proprio tra virgolettati inventati, perché se c’è una cosa che lo sport e il calcio, come le altre discipline, hanno è che non possono aspettare".

 In chiusura, uno sguardo all'imminente impegno sul campo degli Azzurri guidati da Roberto Mancini contro la Francia di Zinedine Zidane allo Stade De France: "Mi aspetto di fare bella figura. È molto complicato, me ne rendo conto per ovvi motivi, mi aspetto però di fare bella figura. Secondo me la strada che si è intrapresa è una strada giusta. L’abbiamo detto, se noi siamo usciti a marzo in una partita spareggio con la Bosnia non è che ora siamo diventati una squadra di fenomeni, però, questo è il mio giudizio, non mi sovrappongo mai ai tecnici, stiamo creando dei presupposti con questi ragazzi che sono stati individuati e con coraggio, la strada non può che essere questa. Da qui il primo passaggio agli Europei, fra quattro anni il mondiale e spero di chiudere tutto con gli Europei del 2032 in casa".

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