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  • Milano - Venerdì 9 Ottobre 2026

Calcio, Serie A, Inter, Chivu avverte prima del Parma: “Attenzione ai minutaggi dei nazionali, ma siamo pronti a ripartire”

Il tecnico nerazzurro presenta la sfida di campionato e spegne le polemiche sulla corsa scudetto: “È presto per parlarne, siamo solo a ottobre”.

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Riparte il cammino dell'Inter in campionato dopo le tre settimane di sosta dedicate alle squadre nazionali. Alla vigilia della sfida interna contro il Parma, l'allenatore nerazzurro Cristian Chivu ha analizzato lo stato di forma della rosa e le variabili legate ai rientri dai vari impegni internazionali.

“Non possiamo non guardare i minutaggi fatti in nazionale e metterli a rischio fisicamente, ma abbiamo giocatori abituati a giocare ogni tre giorni: bisogna capire momento, avversario ed equilibrio di squadra”, ha spiegato il tecnico in conferenza stampa, respingendo poi le speculazioni sulla griglia di partenza del campionato: “Ma perché si parla sempre di anti-Inter? Perché non parliamo di anti-Roma? O anti-Como? Noi sappiamo chi siamo, non serve che gli altri ci ricordino che abbiamo la medaglia al collo. Noi sappiamo solo lottare, ma è troppo presto per parlare di certe cose. Siamo solo a ottobre”.

Sulle scelte di formazione per la porta Chivu non si è sbilanciato sul recupero di Provedel, limitandosi a un laconico “Lo vedrete domani”, mentre ha confermato la presenza tra i convocati di Spence dopo il reintegro in gruppo: “È a disposizione e, soprattutto, ci fa piacere vedere il suo sorriso”.

Il mister ha anche chiarito la posizione di Calhanoglu, oggetto di contestazioni in patria per la mancata visita ai compagni di selezione impegnati a Bologna: “Ho deciso io: ho messo l’allenamento il pomeriggio, era il suo primo in gruppo e ci tenevo che ci fosse, per questo non gli ho dato il giorno libero”.

Contestualmente ha espresso piena fiducia nei confronti del giovane Aleksandar Stankovic come opzione a centrocampo: “Sappiamo quanto è importante in quel ruolo Hakan, ma siamo curiosi anche di vedere Ale, che poteva giocare di più. L’ho tenuto in braccio da bambino, l’ho allenato da adolescente ed è consapevole che è in una squadra evoluta e con tanta ambizione. Lavora seriamente per far capire che a questo livello ci sa stare”.

Chiusura dedicata all'integrazione di Sucic e alla crescita tattica di Diouf: “Siamo contenti di lui e della sua umiltà”, ha assicurato l'allenatore in merito al centrocampista croato, commentando poi con favore l'impiego del francese da terzino con la propria selezione: “Mi fa piacere quando un giocatore capisce che non deve legarsi a un ruolo fisso e quanto la duttilità sia importante”.

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