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  • Roma - Martedì 29 Settembre 2026

Carburanti, Eumetra: per il 71% delle famiglie scattano i tagli alle spese

L'aumento dei costi alla pompa supera la percezione di rincaro di bollette e carrello della spesa. Il 43% degli italiani ha già ridotto l'uso dell'auto, mentre per i prossimi mesi si stima un freno a tempo libero, trasporti e viaggi.

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Il caro carburante smette di essere una semplice voce di costo nei bilanci domestici e si trasforma in un fattore decisivo per le abitudini quotidiane degli italiani.

L'impatto dei rifornimenti, tornato al centro del dibattito anche per i tetti al prezzo di benzina e gasolio ipotizzati da operatori come Eni ed IP, sta spingendo una fetta consistente di popolazione a rivedere spostamenti, consumi e uscite rinunciabili in vista della stagione fredda.

A tracciare il quadro è la recente indagine stilata dall'istituto di ricerca Eumetra. Secondo la rilevazione, il 79% degli italiani dichiara che la spesa familiare per il carburante è aumentata o molto aumentata rispetto a sei mesi fa. Una percezione di rincaro persino superiore a quella registrata per le bollette di luce e gas (indicate in crescita dal 74% del campione) e per la spesa alimentare, salita per il 68% degli intervistati.

Gli effetti di questi rincari si tradurranno in modifiche concrete dello stile di vita. Il 43% dei cittadini ha già ridotto l'uso dell'automobile o il numero complessivo degli spostamenti, mentre il 32% ha ridimensionato o rinunciato a viaggi e vacanze.

Il contenimento ha toccato anche l'ambito domestico: il 33% ha limitato l'uso di riscaldamento o climatizzazione, il 28% ha tagliato la spesa per gli alimentari e il 24% ha ridotto l'impiego degli elettrodomestici.

Le proiezioni per i prossimi mesi indicano che la pressione sulle famiglie potrebbe ulteriormente inasprirsi. Il 71% degli intervistati prevede infatti di dover comprimere alcune voci di spesa, a fronte di un 29% che ritiene di poter mantenere inalterati i propri livelli di consumo.

Tra chi pianifica tagli, la priorità viene data al tempo libero e alle uscite (62%), seguiti dai consumi energetici (54%), dagli spostamenti non strettamente necessari (53%), dall'acquisto di abbigliamento e accessori (53%) e dalle vacanze (52%). Una quota minoritaria, ma comunque significativa, prevede interventi di riduzione sulla spesa alimentare (27%) o su salute, visite mediche e cure dentistiche (19%).

Sui consumi energetici si nota infine una leggera flessione nella percentuale di chi intende effettuare ulteriori tagli, passata dal 64% di marzo all'attuale 54%. Un dato che i ricercatori interpretano alla luce delle condotte già adottate: dopo mesi di attenzione ai consumi casalinghi, ampie fasce di popolazione potrebbero aver già saturato i margini di contenimento disponibili in casa, spostando l'asse delle rinunce sulla mobilità e sulla qualità della vita.

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