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- Milano - Lunedì 19 Ottobre 2026, 17:30
Cardiologia interventistica, boom di interventi mini-invasivi in Italia: oltre 520mila procedure nel 2025
I dati del registro Gise presentati al 47° congresso nazionale di Milano: 160mila angioplastiche e crescita del 23% per gli interventi sulla tricuspide. Marchese: "Stessi standard di cura di Parigi e Londra, ora puntiamo sull'intelligenza artificiale".
La cardiologia interventistica italiana conferma il proprio ruolo di eccellenza nel panorama sanitario nazionale, garantendo trattamenti salvavita complessi e ad altissima tecnologia senza ricorrere alla chirurgia a torace aperto.
Secondo i dati presentati dalla Società italiana di cardiologia interventistica (Gise) durante il 47° congresso nazionale a Milano, nel corso del 2025 i 254 laboratori di emodinamica attivi nel Paese hanno eseguito complessivamente 520.438 procedure mini-invasive.
Nel dettaglio dell'attività censita dalla rete dei centri accreditati, il bilancio evidenzia 318.121 coronarografie e 160.035 angioplastiche coronariche.
Sul fronte strutturale spiccano le 14.409 procedure Tavi per la sostituzione della valvola aortica, affiancate da 2.251 interventi sulla valvola mitrale e da 592 trattamenti sulla tricuspide, questi ultimi in aumento del 23% rispetto alle rilevazioni precedenti.
"La cardiologia interventistica rappresenta una disciplina in evoluzione travolgente, dove le tecniche mini-invasive consentono di trattare patologie complesse garantendo terapie salvavita ampiamente diffuse nelle strutture pubbliche di tutto il territorio nazionale", ha evidenziato Alfredo Marchese, presidente del Gise e direttore dell'Unità di Cardiologia interventistica dell'Ospedale Santa Maria di Bari. "La forza di questo patrimonio informativo sta nel dimostrare che un paziente trattato in un ospedale italiano riceve la medesima qualità e la stessa aderenza alle linee guida europee di chi viene curato a Parigi o Londra".
I dati raccolti nei registri nazionali costituiscono inoltre la base strategica per l'integrazione delle nuove tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale, destinate ad affiancare i clinici nella diagnosi precoce, nella personalizzazione delle terapie e nella valutazione di efficacia dei dispositivi.
In linea con il quadro del regolamento europeo Ehds (European Health Data Space), la corretta governance del dato clinico si conferma un fattore chiave per la programmazione sanitaria e la sicurezza dei pazienti.
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