
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 7 Ottobre 2026
Caro carburanti e inflazione, Meloni dal Med9: "Pronti sulle accise mobili, ma spero nel ripristino del price cap"
La premier interviene da Spalato sulle risorse dell'extragettito Iva e chiede flessibilità all'Unione Europea per gli extra-costi dei bilanci nazionali: "Miliardi di spese in più non decise dai governi".
Al termine del vertice Med9 a Spalato, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui temi del caro carburanti e delle regole di bilancio europee, delineando le prossime mosse dell'esecutivo per contenere l'impatto dell'inflazione sui conti pubblici e sulle famiglie.
"Noi siamo sempre pronti a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili", ha dichiarato la premier. "Al mese di settembre abbiamo circa 170 milioni che possono essere spesi per questo obiettivo. Ci stiamo interrogando se sia più efficace spenderli in questo momento, in cui comunque ci sono misure di contenimento, o tenerle come provvista quando dovessero terminare quelle misure. Dipende anche dalla tenuta del cap.
Vediamo cosa accade nelle prossime ore. Spero che nelle prossime ore si possa ripristinare pienamente il price cap, poi la valutazione andrà fatta a valle".
Ampio spazio è stato dedicato anche alla richiesta formulata da Roma alle istituzioni comunitarie per ottenere margini di manovra più ampi a fronte dell'aumento generalizzato dei prezzi. "Mi pare che ci sia interesse perché è una questione di buon senso ovviamente", ha spiegato la premier riferendosi al confronto con la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen. "Poi è ancora un dibattito lungo, perché per arrivare a risposte di questo tipo si deve trovare una convergenza tra la Commissione, gli Stati membri, il Consiglio ma sicuramente c'è interesse ad ascoltare".
Nel dettaglio economico della manovra e dei bilanci statali, la premier ha precisato la natura della richiesta avanzata a Bruxelles: "Non stiamo chiedendo spesa libera perché vogliamo essere particolarmente allegri, ma si deve tenere in considerazione il fatto che noi avremo nei nostri bilanci miliardi in più che dovremo spendere senza averlo deciso, e noi crediamo che questo vada oggettivamente valutato nei limiti di aumento della spesa consentita. Poniamo il tema dell'impatto che la maggiore inflazione sta avendo sui bilanci nazionali: l'inflazione di oggi non è quella programmata tre anni fa all'1,8%. Oggi è molto più alta e questo comporta, presumo per la totalità degli Stati membri, dei costi automatici maggiori. Nel nostro ordinamento in Italia abbiamo una serie di adeguamenti automatici all'inflazione, ad esempio sulle pensioni e l'assegno unico. E l'aumento di prezzi delle materie prime per tutto quello che riguarda la realizzazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza comporta un esborso maggiore di risorse. Sono miliardi e miliardi in più che noi saremo chiamati a spendere senza averlo deciso, non perché queste sono nuove misure che i governi hanno voluto".
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