
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 21 Settembre 2026
Caso Ciro Grillo, l'intervento del padre Beppe: "Mio figlio studia da penalista per urlare la sua innocenza"
Il fondatore del M5S nega di poter fondare un nuovo partito e definisce Vannacci "una decalcomania".
A margine delle vicende giudiziarie che vedono coinvolta la sua famiglia e dell'evoluzione del panorama politico nazionale, Beppe Grillo torna a far discutere con un'ampia intervista rilasciata al Pulp Podcast, condotto da Fedez e Mr Marra.
Nel corso del confronto, il comico e garante del Movimento 5 Stelle ha toccato molteplici temi, partendo dal percorso personale del figlio Ciro, condannato a otto anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo in Sardegna.
"Nessuno nella mia famiglia vi perde, sono tutti vostri fan, soprattutto Ciro. Mio figlio sta attraversando un momento un po' particolare, di enorme pesantezza, che sta risolvendo", ha esordito Grillo, raccontando l'evoluzione del giovane sotto il peso del procedimento penale. "L'ho visto maturare da ragazzo di diciannove anni con questa spada di Damocle sulla testa. Nel frattempo si è laureato con 110 e lode, ha creato una famiglia con una moglie straordinaria e una bambina stupenda. Ora sta studiando per diventare avvocato penalista e gridare al mondo la sua innocenza. Vuole difendersi da solo per urlare a tutti che è innocente".
Oltre alla sfera privata, l'intervento del fondatore del M5S ha affrontato le dinamiche della politica e la propria posizione all'interno del movimento: "Come faccio a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà. Posso solo dare degli input alle idee".
Grillo ha poi espresso forte amarezza nei confronti del sistema mediatico, denunciando quello che ritiene un tentativo sistematico di cancellare il suo contributo culturale e artistico dalla storia recente del Paese: "Ho fatto cinque Festival di Sanremo con Pippo Baudo, ho vissuto con lui una vita, fanno un programma in sua memoria e io non compaio. Presentano i David di Donatello, premio che ho vinto, e non vengo inserito nell'elenco dei vincitori. Gino Paoli fa la sua ultima intervista, siamo stati in tournée insieme ed eravamo amicissimi, parla benissimo di me a Aldo Cazzullo ma tagliano la risposta. Penso sia in atto una precisa manovra per rimuovere il mio nome dalla memoria collettiva".
Infine, il comico genovese ha riservato una stoccata al generale e politico Roberto Vannacci, inserendo il suo fenomeno all'interno di una riflessione sul dibattito pubblico odierno: "Il pensiero si sta un po' rattrappendo, oggi le persone intelligenti si nascondono perché hanno paura di confrontarsi. Quanto a Vannacci, il suo futuro è fatto di domande stupide alimentate da un sottile astio. È come una decalcomania: più gli sputi sopra e più si appiccica".
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