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- Pavia - Lunedì 5 Ottobre 2026
Caso Garlasco, il comandante dell'Arma Luongo: "Se qualcuno dei Carabinieri ha sbagliato pagherà"
Spunta una presunta valutazione psicologica del 2007 su Stasi mai allegata agli atti dell'epoca, ma la criminologa smentisce: "Mai fatto quel profilo". Slittano intanto i tempi per la richiesta di revisione del processo.
Nuovi colpi di scena e veleni attorno alle indagini sul delitto di Chiara Poggi.
Sulle ipotizzate irregolarità investigative del passato è intervenuto il comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, ai microfoni del Tg1: "Se la magistratura accerterà irregolarità o responsabilità individuali nel passato, la risposta dell'Arma sarà di totale collaborazione, di massima trasparenza e anche assoluta fermezza. Eventuali errori o condotte illecite dei singoli non devono intaccare l'onorabilità di migliaia di Carabinieri, né tantomeno il valore del Ris, ma chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede, perché la tutela della legalità viene prima di ogni cosa".
Nel frattempo, si allungano i tempi per il deposito dell'istanza di revisione del processo da parte della difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione. Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis stanno analizzando punto per punto il faldone depositato dalla Procura di Pavia a chiusura della nuova inchiesta su Andrea Sempio, dal quale starebbero emergendo molteplici elementi favorevoli al quarantatrenne e incongruenze sulle attività svolte all'epoca.
In merito alla preannunciata prova chiave destinata a far "rumore" — che la difesa ha escluso essere un documento o una consulenza —, si fa strada l'ipotesi di una nuova testimonianza inedita, i cui dettagli verranno tuttavia svelati soltanto al momento del ricorso alla Corte d'Appello di Brescia.
A complicare ulteriormente il quadro è il giallo di una "valutazione psicologica" di 13 pagine datata 2007, acquisita di recente dai magistrati pavesi. Il documento, redatto su carta intestata della dottoressa Alessandra Bramante ma privo di data e firma, tracciava un profilo di Stasi descrivendolo come "freddo", "calcolatore" e "manipolatore" sulla base dei primi verbali resi dal giovane.
La stessa criminologa, intervenuta alla trasmissione Ore 14 su Rai 2, ha però seccamente smentito la paternità dell'atto: "Non ho mai fatto nessun profilo, se faccio relazioni metto data e firma".
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