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  • Roma - Mercoledì 30 Settembre 2026

Caso Regeni, media egiziani: "Contatti Il Cairo-Roma prima del verdetto". Palazzo Chigi nega: "Nessun colloquio prima della sentenza"

Ricostruzioni della testata Mada Masr riferiscono di interazioni ad alto livello sulle implicazioni diplomatiche della decisione. Il ministro Nordio: "Perfettamente d'accordo con Meloni e Tajani, nulla da aggiungere".

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Smentita netta da parte del Governo italiano in merito all'indiscrezione diffusa dalla testata egiziana Mada Masr riguardante un ipotetico confronto telefonico tra i vertici di Roma e del Cairo alla vigilia della sentenza sul caso di Giulio Regeni.

Secondo la fonte governativa egiziana citata dal media, le due diplomazie avrebbero interagito per definire una soluzione giuridica idonea a preservare le relazioni bilaterali tra i due Paesi.

Fonti ufficiali di Palazzo Chigi hanno tuttavia bollato la ricostruzione come del tutto falsa, precisando che l'ultimo contatto diretto tra la premier Giorgia Meloni e il presidente Abdel Fattah al-Sisi risale allo scorso 23 luglio, in occasione della festa nazionale egiziana.

La controversia s'innesta all'indomani del verdetto pronunciato dalla Prima Corte d'Assise di Roma, che ha condannato a dieci anni di reclusione tre dei quattro agenti dei servizi segreti egiziani imputati per il sequestro del ricercatore friulano — sparito al Cairo il 25 gennaio 2016 e rinvenuto privo di vita il 3 febbraio successivo.

Le condanne hanno interessato Uhsam Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, mentre il generale Tariq Sabir è stato assolto. La pronuncia dei giudici ha contestualmente escluso il reato di omicidio e le relative aggravanti a carico dei funzionari.

Sulle polemiche scaturite a seguito del verdetto è intervenuto anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intercettato dai cronisti a margine del question time alla Camera. "Ho sentito quello che ha detto il presidente del Consiglio e quello che ha detto il mio collega ministro degli Esteri e sono perfettamente d’accordo, non ho nulla da aggiungere e nulla da cambiare", ha dichiarato il guardasigilli confermando la compattezza dell'Esecutivo.

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