
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 2 Ottobre 2026
Cdm, via libera al Dpfp e allo scostamento di bilancio per 28 miliardi nel biennio 2027-2028
Giorgetti in conferenza stampa: "Deficit sotto il 3% nel 2026, poi sale al 3,5% nel 2027".
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ufficiale al Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) unitamente alla relazione sullo scostamento di bilancio. La cornice finanziaria definita dall'esecutivo avanza una richiesta di flessibilità indirizzata alle autorità europee quantificabile in circa 14 miliardi di euro per il 2027 e ulteriori 14 miliardi per il 2028.
Nel dettaglio, le quote richieste equivalgono allo 0,3% del Pil per le spese militari e a un ulteriore 0,3% per gli interventi nel settore energetico per il 2027, con un'analoga proiezione confermata per l'anno successivo.
Ad argomentare le scelte dell'esecutivo è stato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti durante la conferenza stampa post-Cdm: "Abbiamo approvato il Dpfp che arriva in un contesto particolarmente complesso sotto molteplici profili, quindi fare previsioni diventa sempre più complicato", ha esordito il titolare del Mef, sottolineando una correzione di rotta sugli investimenti militari: "Rispetto alle intenzioni di qualche settimana fa, abbiamo deciso di ridimensionare lo sforzo per la difesa".
Nel delineare i saldi programmatici e le prospettive di rientro dai vincoli comunitari, Giorgetti si è soffermato sull'andamento dell'indebitamento netto: "Il deficit dovrebbe stare sotto il 3% anche nel 2026, ma come sapete non basta e le nostre previsioni sono — tenendo conto della spesa supplementare consentita dalle regole europee — che salga al 3,5% nel 27, 3,3% nel 2028 e 2,4% nel 2029. Non nascondo l'attenzione con cui monitoriamo la situazione sia dei tassi che dell'inflazione".
In merito alle procedure comunitarie, il ministro ha espresso cauto ottimismo sull'uscita dalla procedura per deficit eccessivo: "Non è detto che restiamo in procedura. I dati del deficit 2027 e 2028 sono sopra il 3%, ma devono essere depurati dallo scostamento relativo a difesa ed energia, e di conseguenza se depurate dello 0,6% troverete un dato inferiore al 3%. I decimali fanno la differenza e quindi l'auspicio è di aprire quello spazio". Sul fronte del debito pubblico, l'impatto degli spesi e dei tassi continuerà a pesare nel breve periodo: "Chiaramente abbiamo un impatto che deriva dall'andamento degli interessi. Prevediamo che il sentiero discendente ricomincia dal 2028, quando saranno finalmente esaurite le code per cassa del Superbonus", ha spiegato Giorgetti, snocciolando la traiettoria stimata: "Il profilo tendenziale ci porta al 138,1 nel 2027, 138,4 nel 2027, 137,7 nel 2028 e 136,3 nel 2029".
Aggiornate anche le stime sulla crescita economica del Paese per i prossimi anni: "Per quanto riguarda il 2026, abbiamo aggiornato la stima del Pil all'1%, rispetto all'originaria prudente stima dello 0,6%. Il tasso di crescita programmatico si attesta allo 0,8% nel 2027, 0,9% nel 2028 e 0,8% nel 2029". Richiamando la necessità di massima cautela nella stesura della prossima legge di Bilancio, il responsabile del Tesoro ha avvertito: "Io monitoro giorno per giorno: oggi la mia risposta è probabilmente diversa da un mese fa, l'approccio deve essere un attimino più prudente rispetto alle cose annunciate e che avete riportato, anche se io non vi leggo. Il contesto però chiaramente richiede maggiore attenzione".
Sollecitato sul tema del Patto di Stabilità e delle regole di spesa, Giorgetti ha chiarito l'impostazione delle trattative con Bruxelles: "La proposta italiana di considerare l'impatto dell'inflazione sul sentiero di spesa non nasce per chiedere una diversa e ulteriore flessibilità ma viene fatta per richiamare l'attenzione sul fatto che i target di tre anni fa, fissati con un tasso di inflazione profondamente diverso, non possono non considerare il diverso impatto che l'inflazione ha avuto sul sentiero della spesa nominale".
Infine, il ministro ha commentato le indiscrezioni internazionali relative a una possibile successione al vertice della Banca Centrale Europea: "Non entro nella testa della governatrice. Credo che sia opportuno, data anche la situazione generale, fare chiarezza al più presto su questa vicenda", ha osservato riferendosi alle voci di un'uscita anticipata di Christine Lagarde. "Al momento non c'è un candidato italiano", ha concluso, ricordando tuttavia che "l'Italia ha già avuto un grande successo diplomatico con la nomina di Comporti all'Esma".
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















