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Esperti di oltre dieci nazioni lavorano a un linguaggio tecnico comune per superare le barriere terminologiche nel degrado artistico. L'eccellenza tecnologica di Mogao incontra la tradizione conservativa italiana.
Esperti di oltre dieci nazioni lavorano a un linguaggio tecnico comune per superare le barriere terminologiche nel degrado artistico. L'eccellenza tecnologica di Mogao incontra la tradizione conservativa italiana.
L'asse culturale tra Dunhuang e Venezia si rafforza nel segno della scienza conservativa con l'introduzione del primo standard internazionale al mondo dedicato alla tutela delle pitture murali.
Il progetto, nato sotto l'egida dell'Organizzazione internazionale per la normazione (ISO), vede la partecipazione attiva di esperti provenienti da oltre dieci Paesi, con Cina e Italia in prima fila insieme a Stati Uniti e Francia.
L'obiettivo primario del gruppo di lavoro è colmare lo storico divario terminologico causato dalle differenti matrici culturali e ambientali, che finora ha reso complessa la cooperazione globale.
Secondo quanto riferito dall'Accademia di Dunhuang, il nuovo protocollo definirà con precisione i componenti strutturali delle opere e la classificazione delle forme di degrado, fornendo spiegazioni illustrate che costituiranno un vero e proprio glossario tecnico universale per i restauratori di ogni latitudine.
L'istituzione cinese, custode delle celebri Grotte di Mogao, nel Gansu, mette a disposizione del mondo la propria avanzata esperienza nel monitoraggio ambientale.
La storia di queste pitture affonda le radici in tradizioni millenarie che hanno visto l'uomo utilizzare le pareti come supporto per narrazioni sacre e profane. In Cina, le pitture murali delle Grotte di Mogao rappresentano uno dei tesori più iconici: estese su circa 45.000 metri quadrati, esse riflettono oltre mille anni di scambi lungo la Via della Seta, raffigurando soggetti che spaziano dalla vita quotidiana nell’antica Cina a complessi paesaggi, architetture, musica e danza.
Questi cicli pittorici, realizzati tra il IV e il XIV secolo, costituiscono una testimonianza impareggiabile dell'evoluzione stilistica e religiosa dell'Asia centrale.
Parallelamente, l'Italia vanta un patrimonio che trova la sua massima espressione nei cicli medievali e rinascimentali, dove la pittura murale si è evoluta dalle tecniche dell'affresco romano fino alla maestosità delle chiese e dei palazzi storici di Venezia e delle altre città d'arte, diventando lo strumento principale per la celebrazione del potere e della fede.
Il direttore dell'accademia, Su Bomin, ha espresso grande entusiasmo per questa sinergia: “Guardiamo con interesse alla collaborazione con esperti di altri Paesi per portare avanti l’elaborazione dello standard internazionale, in modo che l’esperienza dell’Accademia di Dunhuang nella conservazione delle pitture murali possa servire meglio la tutela del patrimonio culturale in tutto il mondo”.
Entrambi i siti simbolo di questa unione, Mogao e la Laguna di Venezia, condividono dal 1987 il riconoscimento UNESCO, rientrando nel ristretto novero di luoghi che soddisfano tutti e sei i criteri di selezione dell'organizzazione parigina.
Il contributo italiano è rappresentato dalla professoressa Francesca Cappitelli dell'Università degli Studi di Milano, la quale ha evidenziato come, pur nella diversità dei supporti — muratura per le chiese italiane e cavità rupestri per le grotte cinesi —, i due Paesi condividano una visione basata sulla conservazione preventiva e sull'approccio interdisciplinare. “Riunire esperti provenienti da più Paesi per sviluppare uno standard internazionale per la conservazione delle pitture murali è importante”, ha affermato la docente, sottolineando come questa guida potrà supportare anche le nazioni con minori risorse nella definizione di politiche di tutela efficaci.
Cappitelli si è detta inoltre colpita dalle tecnologie all'avanguardia impiegate in Cina: “Rispetto all’Italia, la Cina beneficia di un accesso senza pari a tecnologie all’avanguardia, che consentono una conservazione preventiva altamente efficace e coerente anche in siti del patrimonio culturale vasti e complessi”.
La collaborazione prosegue nel solco di protocolli già avviati con l'Università Ca' Foscari, con l'auspicio di Su Bomin che Italia e Cina continuino ad approfondire gli scambi per "contribuire maggiormente alla protezione del patrimonio culturale globale".
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