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- Roma - Giovedì 28 Maggio 2026
Cinema, il dilemma dei borghi arriva sul web: in esclusiva su RaiPlay "Sacro Moderno" di Lorenzo Pallotta
Il lungometraggio "Sacro Moderno", esordio del regista Lorenzo Pallotta, sarà disponibile su RaiPlay dal 30 maggio. Il film esplora il tema dello spopolamento delle aree interne italiane attraverso la storia di due protagonisti, Simone e Filippo, che vivono nella frazione montana di Intermesoli. Attraverso un linguaggio visivo evocativo e un'impostazione tra documentario e narrazione allegorica, Pallotta indaga le dinamiche relazionali e le sfide esistenziali di una comunità in crisi, offrendo una riflessione profonda sulla solitudine e l'identità.
Il panorama cinematografico italiano si arricchisce di uno sguardo intimo e antropologico, focalizzato sul fenomeno dello spopolamento delle aree interne e sulla strenua resistenza delle realtà rurali della penisola.
A partire dal prossimo 30 maggio, la piattaforma streaming RaiPlay ospiterà in esclusiva il lancio di "Sacro Moderno", lungometraggio d'esordio del regista Lorenzo Pallotta.
L'opera si inserisce in una riflessione artistica e sociale urgente, nata in un'epoca contrassegnata dalla progressiva scomparsa dei piccoli centri e dal rischio di estinzione dei patrimoni culturali a essi legati.
Il documentario sceglie come proprio baricentro narrativo la piccola frazione montana di Intermesoli, un borgo ridotto ormai a pochissimi abitanti che lotta quotidianamente contro l'oblio e l'isolamento geografico.
La trama segue i percorsi paralleli e complementari di due figure emblematiche della comunità. Da una parte si muove il giovane Simone, custode silenzioso delle memorie storiche locali, il quale sceglie di farsi carico della gestione e delle responsabilità del piccolo nucleo urbano. A breve distanza si sviluppa l'esistenza di Filippo, un eremita dal carattere fortemente individualista che ha scelto la solitudine per intraprendere un percorso di ricostruzione interiore e di ricerca della propria dimensione fideistica.
I due protagonisti, pur immersi in atmosfere rarefatte e in un clima di apparente incomunicabilità, si trovano a dover negoziare i propri limiti morali e i compromessi quotidiani, costantemente osservati da una collettività che, in modo quasi inconsapevole, finisce per condizionare l'evoluzione dei loro destini personali.
L'obiettivo del regista è quello di trasmettere un forte impatto emotivo legato alla solitudine, sfruttando il disorientamento interiore di individui privati dei tradizionali punti di riferimento sociali. L'impianto stilistico dell'opera si colloca deliberatamente al confine tra il documentario di osservazione e la narrazione allegorica, strutturandosi come un racconto di formazione dalle tinte oscure.
Attraverso l'utilizzo di tempi cinematografici dilatati e sequenze dominate dal silenzio, il regista invita lo spettatore a una decodifica personale del senso profondo della pellicola.
Parallelamente, il lavoro mette in luce le dinamiche relazionali e le strutture gerarchiche che si stratificano all'interno delle piccole comunità chiuse. Il film indaga i modi in cui i protagonisti tentano di affrancarsi dalle logiche di potere consolidate negli anni all'interno del paese, portando a galla una realtà complessa e a tratti tragica che, sebbene declinata in un microcosmo isolato, assume i contorni di una parabola universale e accessibile a chiunque.
La genesi del progetto risponde alla precisa volontà dell'autore di documentare i costumi e i paesaggi della propria terra d'origine, offrendo una vetrina d'autore a un territorio abruzzese raramente valorizzato dall'industria del cinema nazionale contemporaneo.
Lorenzo Pallotta rappresenta una delle voci emergenti del documentarismo indipendente nazionale. Cresciuto in Abruzzo, ha completato la propria formazione specialistica nel capoluogo lombardo presso il SAE Institute di Milano, muovendo i primi passi professionali all'interno di circuiti universitari e produzioni a basso budget.
In questa prima fase di carriera ha diversificato le proprie competenze realizzando cortometraggi, campagne pubblicitarie, video musicali e formati seriali per il web. Il suo percorso formativo vanta inoltre importanti collaborazioni sul campo con i grandi maestri del cinema italiano: ha infatti ricoperto il ruolo di assistente alla regia per Paolo Sorrentino durante le riprese del lungometraggio "Loro" e del progetto "Piccole Avventure Romane".
Tra le sue opere precedenti spicca il cortometraggio "Luis" (pubblicato nel 2019), che ha raccolto consensi e selezioni ufficiali all'interno di importanti festival cinematografici sia in Italia sia all'estero, tra cui il Festival Européen du Film Court de Brest in Francia, il Figari Film Fest, la rassegna Visioni Italiane promossa dalla Cineteca di Bologna e il MedFilm Festival di Roma. All'inizio del 2026, il regista ha consolidato il proprio impegno produttivo fondando il collettivo Area139, una struttura indipendente nata con l'obiettivo di sostenere e sviluppare nuovi progetti cinematografici al di fuori dei canali industriali tradizionali.
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