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- Roma - Martedì 29 Settembre 2026
Cisgiordania: incursione di 100 coloni a Jalud, incendiata un'abitazione. Netanyahu: "Un piccolo gruppo di facinorosi, applicare la massima severità"
Il premier israeliano e il presidente Herzog condannano il blitz a Jalud. Oltre cento estremisti attaccano la polizia e danno fuoco alla casa di una famiglia palestinese per bloccare il rientro disposto dall'Alta Corte.
Un'ondata di violenze si è scatenata nella notte nel villaggio di Jalud, nella Cisgiordania centrale, dove oltre cento coloni estremisti hanno dato vita a gravi disordini sfociati nell'incendio di un'abitazione e di diversi veicoli.
L'azione aggressiva è scattata per impedire il rientro della famiglia palestinese di Muhammad Tubasi, scortata sul posto dai soldati dell'esercito israeliano (Idf) in attuazione di una sentenza dell'Alta Corte di Giustizia che imponeva la restituzione dell'immobile, occupato abusivamente dai coloni a fine luglio.
La folla ha bloccato le vie d'accesso, appiccato il fuoco alla casa e all'automobile della famiglia Tubasi e lanciato pietre contro le forze dell'ordine giunte per far rispettare l'ordinanza.
I residenti palestinesi sono riusciti a porsi in salvo solo grazie al tempestivo intervento dei militari, che li hanno messi in sicurezza a bordo di un mezzo blindato.
Gli attacchi della notte non si sono limitati a Jalud: blitz di coloni sono stati segnalati anche nei villaggi di Qaryut, dove è stata aggredita un'anziana, e di al-Mughayyir, con il lancio di una bottiglia incendiaria contro una finestra.
Le forze di polizia hanno finora arrestato tre estremisti per gli scontri di Jalud.
I drammatici avvenimenti hanno suscitato prese di posizione immediate ai vertici dello Stato di Israele. Il Capo dello Stato, Isaac Herzog, ha parlato di "un atto estremamente serio da affrontare con tutto il rigore della legge", definendo le violenze "una macchia morale e un danno allo stato di diritto".
Duro anche il commento del Primo Ministro Benjamin Netanyahu, che attraverso una nota ha espresso ferma condanna per i disordini e per le aggressioni dirette contro i soldati: "Un piccolo gruppo di facinorosi non rappresenta la popolazione dei coloni in Giudea e Samaria che rispetta la legge. Questo gruppo arreca un enorme danno d'immagine e ostacola le nostre forze nello svolgimento della loro missione". Il premier ha infine ribadito il proprio "pieno sostegno all'Idf e alla Guardia di Frontiera", sollecitando le autorità competenti ad applicare la massima severità nei confronti dei responsabili.
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