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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 18:55

Cisgiordania, Netanyahu: “Israele condanna la violenza, ma i fatti sono ancora poco chiari”

L'ufficio del premier israeliano commenta gli scontri ad Abu Falah e l'attacco all'inviata del Washington Post Heidi Levine: “Avviata un'indagine per accertare le responsabilità e ricostruire la dinamica”.

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Il governo israeliano prende posizione in merito ai disordini verificatisi nei pressi del villaggio di Abu Falah, in Cisgiordania, durante i quali la fotoreporter del Washington Post Heidi Levine è rimasta ferita a seguito di un'aggressione.

Attraverso una nota ufficiale diffusa sul proprio profilo X, l'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu ha espresso ferma condanna per l'accaduto, invitando tuttavia alla cautela sull'esatta ricostruzione degli eventi: “I fatti relativi allo scontro avvenuto vicino ad Abu Falah, durante il quale la fotoreporter del Washington Post Heidi Levin sarebbe stata aggredita, sono ancora poco chiari e sono oggetto di indagine. Israele condanna inequivocabilmente la violenza contro qualsiasi persona. Tuttavia, rimangono importanti interrogativi”.

Nella comunicazione della presidenza del Consiglio israeliana si sottolinea la complessità del contesto in cui si sono sviluppati i disordini, fornendo dettagli numerici e descrittivi sulla dinamica degli scontri tra le parti coinvolte: “Secondo quanto riportato, circa 200 arabi e attivisti di estrema sinistra si sono scontrati con circa 40 giovani israeliani. I filmati mostrano persone mascherate da entrambe le parti che lanciano oggetti, insieme a segnalazioni di fuochi d'artificio sparati contro giovani ebrei. In altri filmati, sembra che Levin sia stata spinta a terra e subito dopo la stessa persona, la cui identità è sconosciuta, l'abbia aiutata a rialzarsi. L'indagine deve accertare i fatti, compreso chi ha iniziato la violenza”.

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