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  • Torino - Giovedì 28 Maggio 2026

Clima, caldo da record a maggio in Val Padana: a Moncalieri (To) raggiunti i 38,2 gradi

Anche altre località, come Piacenza e Parma, hanno segnato temperature mai viste prima. 

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La transizione stagionale verso il periodo estivo si manifesta sul bacino padano con tratti di assoluta eccezionalità meteorologica, determinando il crollo simultaneo di storici capisaldi termici che resistevano da oltre un secolo.

La precoce e intensa ondata di calore di matrice subtropicale che ha investito con forza l'Europa occidentale si è propagata tra il 26 e il 27 maggio anche sulle regioni dell'Italia settentrionale. Il fenomeno ha costretto i tecnici della Società Meteorologica Italiana a registrare una fitta sequenza di nuovi primati assoluti per il mese di maggio lungo tutta la pianura del Po.

L'epicentro di questa anomalia climatica ha toccato la stazione di Moncalieri, presso il Collegio Carlo Alberto, un sito di riferimento la cui serie storica di rilevazioni ha avuto inizio nel lontano 1865. All'interno della tradizionale capannina posizionata sulla facciata nord della struttura, la temperatura massima ha toccato il picco di 38,2 gradi, andando a frantumare il limite di 37,6 gradi stabilito soltanto ventiquattr'ore prima e archiviando definitivamente il precedente record di 36,5 gradi che risaliva al 24 maggio 2009.

Anche i sensori collocati sulla terrazza ventilata dello stesso osservatorio hanno segnato 35 gradi, fissando il nuovo limite per la serie storica più recente avviata nel 2002.

La fiammata africana non ha risparmiato l'Emilia, lasciando tracce evidenti nei registri dell'osservatorio del Collegio Alberoni di Piacenza; qui la stazione su prato, attiva dal 1961, ha rilevato una massima di 35,1 gradi, superando il valore di 34,8 gradi registrato nel maggio del 2009.

Scenario analogo a Parma, nella stazione urbana di piazzale Santa Croce gestita in collaborazione con l'Università locale dal 1878: la colonnina di mercurio si è spinta fino a 36,4 gradi, ritoccando il primato di 35,9 gradi del giorno precedente. Nel capoluogo parmense l'eccezionalità ha riguardato anche le ore notturne, con una minima che non è scesa sotto i 22,6 gradi, valore mai riscontrato prima in questo mese. Il quadro europeo evidenzia la presenza di una vasta e persistente cupola di alta pressione.

Secondo l'analisi di Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, la struttura d'alta quota risulta straordinaria soprattutto per il forte anticipo sui ruoli stagionali e per la sua virulenza. L'esperto invita a osservare “soprattutto i record su Francia e Regno Unito, con i 35 gradi a Londra il 26 maggio, record assoluto per il mese”.

Le preoccupazioni degli specialisti non si limitano ai parametri dell'atmosfera, ma si estendono allo stato di salute dei bacini marittimi. Le acque del Mediterraneo occidentale evidenziano infatti vistosi surriscaldamenti, con temperature superficiali che in alcuni settori superano di oltre 4 gradi le medie statistiche del periodo. “Mari caldi sono una fonte di vapore disponibile per generare precipitazioni più intense qualora si realizzino condizioni perturbate”, ammonisce Mercalli, evidenziando il rischio latente di futuri fenomeni alluvionali. Sul piano del benessere quotidiano, la persistenza di minime notturne superiori ai 20 gradi si traduce in un fattore di forte stress biologico, diventando “soprattutto un disagio per il sonno e la salute, in particolare nei centri urbani”.

Di fronte a un contesto in cui il calore finisce per condizionare l'organizzazione del lavoro, della scuola e della mobilità cittadina, la sintesi del climatologo si fa netta: “O condizionatore o sofferenza!”.

Il climatologo contesta inoltre la tendenza dei media nazionali a declassare i mutamenti del clima a semplici notizie di colore o a vademecum per la stagione estiva incentrati sull'invito a bere molta acqua, cercare l'ombra o proteggere le fasce deboli della popolazione. Si tratta di indicazioni sicuramente valide, ma ritenute del tutto parziali se slegate da una seria riflessione sulle origini dell'effetto serra e sulle strategie di adattamento delle infrastrutture urbane. Per il presidente della Smi, il limite del dibattito pubblico è evidente: “Non c’è abitudine all’approfondimento scientifico delle notizie di mera cronaca”.

Le proiezioni modellistiche indicano per i prossimi giorni la persistenza del blocco anticiclonico, con una nuova recrudescenza della fiammata calda attesa tra la penisola iberica e il territorio francese. Sull'affidabilità della tendenza a lungo termine, lo studioso fissa i paletti della scienza moderna: “Le previsioni sono oggi affidabili sull’orizzonte di una settimana, con tendenza accettabile fino a 15 giorni. Oltre non è possibile spingersi”.

Sollecitato infine sul dubbio se tali picchi debbano essere catalogati come anomalie transitorie o se costituiscano la normalità del nuovo millennio, Mercalli non intravede contraddizioni: “Sono e sempre saranno eventi estremi per le loro conseguenze, ma rappresentano anche l’assetto sempre più ricorrente del nuovo clima europeo”.

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