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- Roma - Martedì 26 Maggio 2026
Confindustria, appello di Orsini alla politica: serve atto di responsabilità per scongiurare il declino
Di fronte al capo dello Stato Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni, il leader degli imprenditori lancia un ultimatum ai palazzi della politica: senza riforme immediate per portare lo sviluppo al due per cento annuo, il sistema manifatturiero e l'occupazione rischiano il collasso. La ricetta del club di via dell'Astronomia tra transizione digitale e risposte alle crisi geopolitiche.
I vertici del mondo produttivo nazionale chiedono un cambio di passo radicale e immediato ai rappresentanti delle istituzioni, mettendo in guardia i decisori pubblici sulle conseguenze drammatiche che una prolungata stagnazione economica potrebbe riversare sul tessuto sociale del Paese.
Dal palcoscenico dell'assise generale di Confindustria, il presidente degli industriali ha indirizzato un severo monito all'intero arco parlamentare, invocando una stagione di riforme strutturali non più procrastinabili. “E’ il tempo del coraggio”, ha scandito con nettezza Emanuele Orsini, esortando i partiti a sottoscrivere “un grande atto di responsabilità, fatto di scelte ispirate a fiducia e coraggio”.
Nel corso del suo intervento programmatico – seguito in prima fila dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni – il leader degli imprenditori ha fissato i paletti per la tenuta del sistema, evidenziando l'urgenza di invertire la rotta “per tornare a una crescita del 2% l’anno” per evitare uno scenario catastrofico in cui “perderemo la nostra industria e milioni di posti di lavoro”.
Per superare la congiuntura attuale, l'ingranaggio pubblico e quello privato devono muoversi all'unisono: “le sfide che dobbiamo affrontare richiedono a tutti noi un senso di responsabilità comune, forte e condiviso”, ha precisato Orsini.
La radiografia economica tracciata dal numero uno di via dell'Astronomia individua elementi ben precisi per garantire l'efficacia dei futuri provvedimenti governativi, ponendo l'accento su due pilastri emotivi e operativi: la fiducia e la determinazione. Il leader confindustriale ha argomentato che “ogni scelta davvero capace di generare effetti duraturi: fiducia e coraggio. La fiducia tiene unite le comunità, sostiene il Paese e dà forza alle imprese e al lavoro. La fiducia è necessaria per trovare soluzioni ai problemi reali che imprese e lavoratori affrontano ogni giorno, ma dipende soprattutto dalla volontà di chi decide di farsene carico. E si rafforza con la responsabilità di tutti: per trasformare in azioni concrete la necessità assoluta di investire per crescere”.
Tuttavia, l'ottimismo e il credito concesso alle istituzioni non possono bastare se non sostenuti da un'azione legislativa d'impatto, soprattutto in una fase storica condizionata dai conflitti internazionali e dalle transizioni energetiche e informatiche. Diventa quindi essenziale saper rischiare per tutelare i mercati: serve il “coraggio di promuovere insieme nuove scelte e nuovi strumenti per affrontare le sfide di un mondo in rapida trasformazione tecnologica e segnato da profonde instabilità geopolitiche. Serve coraggio perché il tempo che stiamo vivendo non ammette attese, esitazioni, incertezze o ritardi”, ha concluso Orsini, delineando una vera e propria chiamata alle armi per la sopravvivenza dei distretti industriali italiani.
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