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  • Napoli - Martedì 6 Ottobre 2026

Conocchia, Giuli: “Un’acquisizione che testimonia la presenza dello Stato nella Tutela della storia e dell’identità dei territori”

Il Ministero della Cultura ha esercitato la prelazione per acquisire il complesso della Conocchia a Napoli, puntando a valorizzarlo per la comunità.

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Il Ministero della Cultura ha esercitato il diritto di prelazione sul complesso della Conocchia, ex convitto Pontano, a Napoli. Il provvedimento è stato adottato con decreto del Direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio sulla base dell’istruttoria svolta dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli.

“Questa acquisizione testimonia la presenza dello Stato nella Tutela della storia e dell’identità dei territori – dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli - era una priorità assicurare al patrimonio pubblico la Conocchia, un complesso monumentale di straordinario rilievo architettonico e storico. L’immobile, che ha segnato la vita della città prima come luogo di cura e poi come centro di formazione per i giovani, sarà restituito alla collettività come uno spazio aperto.

L’obiettivo è rigenerare questi luoghi per destinarli a finalità culturali, sociali ed educative, capaci di rispondere ai bisogni della comunità. Il restauro si accompagnerà a una riflessione sulle funzioni che il monumento potrà accogliere, perché alla conservazione corrisponda una prospettiva concreta di utilizzo. Un percorso da condividere con il Comune di Napoli e la Regione Campania, attraverso una gestione che coinvolga istituzioni pubbliche locali e soggetti privati e unisca la valorizzazione del patrimonio alle esigenze dei cittadini”.

L’immobile era stato aggiudicato a una società privata a seguito di un’asta giudiziaria. Il complesso monumentale è sottoposto a vincolo con decreto del 22 aprile 1995, che ne ha riconosciuto l’interesse storico-artistico particolarmente importante.

La vendita del bene vincolato ha consentito al MiC di esercitare la prelazione prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, acquisendolo al medesimo prezzo di aggiudicazione.

È in corso la definizione di un’intesa fra MiC e le istituzioni del territorio finalizzata a individuare destinazioni d’uso condivise e compatibili con il valore storico-artistico dell’edificio, così da orientare i futuri progetti di restauro e valorizzazione, secondo un modello di collaborazione istituzionale già sperimentato nel recupero del Real Albergo dei Poveri.

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