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  • Roma - Martedì 20 Ottobre 2026, 18:20

Contraffazione, Adm sequestra oltre 730mila prodotti in sei mesi: controlli e tecnologia a difesa del mercato

Nel 2025 intercettati più di cinque milioni di articoli falsi. Al convegno di Roma il confronto sulla Rete nazionale Antifrode. Alesse: «La contraffazione falsa la libera concorrenza». Gallo: «La tecnologia non sostituirà il funzionario».

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di Maurizio Pizzuto

Viaggiano nei container delle grandi rotte commerciali, nei bagagli dei passeggeri e nelle piccole spedizioni degli acquisti online. Le merci contraffatte raggiungono il mercato attraverso canali diversi, imponendo ai controlli doganali di misurarsi tanto con carichi consistenti quanto con una moltitudine di pacchi di dimensioni ridotte. Oltre cinque milioni di prodotti falsi sono stati sequestrati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel 2025, ai quali si aggiungono più di 730mila articoli nei primi sei mesi del 2026.

I dati sono stati illustrati a Roma durante il convegno “Lotta alla contraffazione: la Rete Nazionale Antifrode di Adm. Strategie, risultati e cooperazione internazionale”, organizzato nell’ambito della Settimana anticontraffazione promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un confronto dedicato agli strumenti operativi e alla collaborazione tra le autorità impegnate nella tutela delle imprese e dei consumatori.

Dietro i sequestri c’è un fenomeno che incide sulla sicurezza dei prodotti, sulla correttezza degli scambi e sulla reputazione delle produzioni italiane. Lo ha sottolineato il direttore dell’Agenzia, Roberto Alesse (nella foto), richiamando le conseguenze economiche e sociali del mercato del falso.

«La contraffazione falsa la libera concorrenza, danneggiando le imprese che rispettano le regole e alterando il funzionamento dei mercati. Mette a rischio i consumatori, perché un prodotto falso non rispetta gli standard di sicurezza», ha dichiarato Alesse. Un’attività illecita che, ha aggiunto, «indebolisce il valore del Made in Italy e la reputazione delle nostre eccellenze, punta di diamante dell’export del nostro Paese».

Il problema riguarda anche le condizioni nelle quali le merci vengono realizzate e distribuite. «La contraffazione può provocare gravi ricadute ambientali e sociali, causate da merci prodotte e vendute fuori dai circuiti legali», ha osservato il direttore. Per contrastarla serve quindi «una risposta integrata, che coniughi prevenzione, controlli doganali mirati ed efficaci, analisi di laboratorio e sistemi innovativi di analisi dei dati».

Le operazioni illustrate durante i lavori confermano il ruolo predominante del trasporto marittimo commerciale, con spedizioni containerizzate capaci di movimentare ingenti quantitativi di prodotti. Accanto a questa modalità restano gli ingressi attraverso i bagagli personali dei viaggiatori provenienti dall’estero, mentre assume crescente rilievo il commercio elettronico: quantità limitate per singola spedizione, ma distribuite su un numero elevato di invii.

Tra le categorie maggiormente interessate figurano giocattoli, giochi e articoli sportivi, seguiti da tabacchi lavorati, abbigliamento e accessori. I controlli riguardano anche alimenti, bevande e cosmetici, settori nei quali l’acquisto di un prodotto contraffatto può comportare rischi diretti per il consumatore.

In questo scenario, la capacità di mettere in relazione informazioni ed esperienze operative diventa decisiva. Il direttore Antifrode Sergio Gallo (nella foto), intervenendo al seminario del Mimit nell’ambito della Settimana anticontraffazione, ha richiamato la necessità di un lavoro continuativo e condiviso.

«Il contrasto alla contraffazione chiede un impegno costante, una capacità di analisi sempre più approfondita e una cooperazione efficace tra tutte le strutture coinvolte», ha dichiarato. «La condivisione rappresenta il vero valore strategico per rafforzare l’azione di controllo dell’Agenzia e rispondere con tempestività all’evoluzione dei traffici illeciti».

Un’evoluzione che rende necessario individuare con precisione le spedizioni e le situazioni sulle quali concentrare gli approfondimenti. Gli strumenti digitali e l’analisi dei dati possono sostenere questa selezione, affiancando le competenze maturate sul campo.

«La tecnologia avrà un ruolo sempre più determinante, ma non sostituirà il funzionario, potenziandone invece l’efficacia operativa», ha spiegato Gallo. «L’obiettivo resterà sempre lo stesso: tutelare la legalità, proteggere i consumatori, garantire condizioni di concorrenza leale e salvaguardare la qualità e l’affidabilità del mercato e del Made in Italy, con particolare attenzione alle imprese che ogni giorno investono in innovazione, qualità e legalità».

La Rete nazionale Antifrode costituisce lo strumento di raccordo tra le strutture centrali e territoriali dell’Agenzia e sostiene la cooperazione con le forze di polizia, le amministrazioni nazionali e i partner europei, tra cui Euipo, Olaf ed Europol. Condividere le informazioni raccolte nei singoli controlli permette di collegare episodi e modalità operative, rafforzando la capacità di riconoscere i traffici illeciti e intervenire sui diversi canali di ingresso delle merci.

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