
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 27 Maggio 2026
Controlli fiscali, l'Agenzia delle Entrate smentisce l'uso di IA e social media: "Ricostruzioni fantasiose"
In una nota ufficiale, l'Agenzia ha negato l'uso di software di estrazione dati e di un presunto sistema di intelligenza artificiale chiamato "Ve.R.A." per incrociare informazioni finanziarie. L'amministrazione ha ribadito il rispetto delle normative sulla privacy, chiarendo che tali modalità di indagine non sono previste nell'ordinamento italiano.
Le indiscrezioni in merito a un presunto e asfissiante monitoraggio digitale delle abitudini di spesa e della vita privata dei contribuenti vengono ufficialmente rispedite al mittente dai vertici dell'amministrazione finanziaria dello Stato.
L'Agenzia delle entrate ha diramato una nota ufficiale per smentire in modo categorico le tesi circolate sugli organi di stampa, secondo le quali gli ispettori del fisco avrebbero iniziato a setacciare le piattaforme social e i portali web per incrociare le informazioni pubbliche con i database ufficiali dello Stato.
Nel comunicato, l'ente ha stroncato le voci sull'impiego di software di estrazione massiva e sui piani di controllo predittivo, chiarendo che "si tratta di ricostruzioni del tutto fantasiose e che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti". Il nucleo delle indiscrezioni giornalistiche ruotava attorno all'ipotetico ricorso al data scraping, una metodologia informatica che consente la raccolta automatizzata e l'immagazzinamento di flussi di dati e tracce lasciate spontaneamente dagli utenti sui canali social o sui portali di e-commerce.
L'obiettivo ipotizzato dai retroscena, poi smentiti, era la mappatura del reale tenore di vita e delle disponibilità economiche dei cittadini per scovare eventuali incongruenze con i redditi dichiarati.
L'Agenzia ha però tagliato corto, specificando che tale modalità di indagine "nell'ordinamento italiano non è prevista" e che, di conseguenza, non è mai stata presa in considerazione né implementata nei protocolli operativi degli uffici finanziari. La smentita ha interessato anche il capitolo relativo a "Ve.R.A." (Verifica rapporti addestrata), un fantomatico e potentissimo sistema di intelligenza artificiale descritto dalle indiscrezioni come un super-algoritmo in grado di scandagliare in tempo reale l'Archivio dei rapporti finanziari — dai flussi dei bonifici all'utilizzo delle carte di credito per beni di lusso —, incrociando i dati con l'anagrafe tributaria, il Catasto e le fatture elettroniche.
L'amministrazione ha chiarito che non esiste alcuna super-IA deputata a tali compiti di profilazione ed emersione dell'evasione, spiegando che "non corrisponde al vero che esista un algoritmo denominato Verifica rapporti addestrati. L'Agenzia delle entrate agisce nel pieno rispetto delle norme in materia di trattamento dei dati personali e della legge n. 132/2025, che proibisce l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per la creazione di provvedimenti amministrativi".
La precisazione blinda così l'operato del Fisco all'interno del perimetro delle garanzie costituzionali e dei vigenti paletti normativi a tutela della riservatezza dei cittadini.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















