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  • Roma - Martedì 13 Ottobre 2026

Crisi automotive, l'allarme del CEO di Renault Provost: "L'Europa acceleri, l'industria rischia di non sopravvivere"

Al Salone dell'Auto di Parigi il top manager chiede regole più semplici e una strategia industriale comune: "Dal 2010 perso un terzo dei posti di lavoro nel continente".

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Un accorato appello alle istituzioni comunitarie e ai governi nazionali per evitare il declino definitivo di uno dei comparti produttivi trainanti del Continente. A lanciarlo è stato François Provost, CEO del Gruppo Renault, in occasione di un incontro con la stampa italiana al Salone dell'Auto di Parigi.

Il manager ha sollecitato l'Unione Europea ad adottare con urgenza una strategia industriale condivisa, fondata sulla semplificazione normativa e su condizioni operative in grado di garantire la competitività dei costruttori sui mercati internazionali.

"È urgente che l'Europa prenda delle decisioni", ha denunciato Provost, evidenziando il sostanziale stallo decisionale registrato negli ultimi due anni sui temi chiave del settore, a partire dalla flessibilità sulle norme relative alle emissioni di CO2 e dallo snellimento burocratico.

"C'è un pericolo per la sopravvivenza dell'industria automobilistica in Europa. Dal 2010 il settore ha perso un terzo dei propri posti di lavoro nel continente", ha avvertito il numero uno della casa automobilistica transalpina.

Sottolineando il peso strategico dell'automotive per la tenuta occupazionale, la ricerca e lo sviluppo economico in Europa, Provost ha evidenziato l'enorme sforzo economico e tecnologico sostenuto dalle imprese. "Non è più sufficiente chiedere alle imprese di trasformarsi e investire: occorre che anche le istituzioni europee e i governi nazionali adottino misure in grado di accompagnare il cambiamento. Noi di Renault abbiamo fatto la scelta dell'Europa. Abbiamo investito enormemente in Europa. Ci stiamo trasformando per sviluppare automobili nel continente, con le migliori tecnologie, i nostri ingegneri e i nostri fornitori. È una trasformazione senza precedenti. Noi stiamo facendo il nostro lavoro. Ora mi aspetto che l'Unione europea e i governi europei adottino le misure necessarie per accompagnare questa trasformazione", ha concluso il manager.

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