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  • Cuneo - Lunedì 1 Giugno 2026

Cuneo, finito l'incubo sulle montagne di Garessio: salvo dopo 12 ore lo speleologo intrappolato sotto un masso

L'intervento di soccorso ha coinvolto 53 specialisti del Soccorso Alpino e Speleologico, che hanno lavorato per ore per rimuovere il blocco di roccia che intrappolava la gamba del ragazzo. 

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È stato liberato il giovane speleologo ventenne originario della Liguria rimasto bloccato a 120 metri di profondità nella grotta dei Cinghiali Volanti, sulle montagne di Garessio, in provincia di Cuneo.

L'intervento di soccorso, che ha visto impegnati 42 tecnici e operatori del Soccorso Alpino e Speleologico di Piemonte, Lombardia e Liguria che hanno lavorato incessantemente dalle 17 di ieri per salvare il ragazzo, si è concluso alle 5:40 di questa mattina. Il giovane è stato estratto vivo ed è stato affidato ai sanitari e trasferito in ospedale.

L'incidente è stato causato dal distacco improvviso di un pesante blocco di roccia, staccatosi al passaggio del ragazzo, che ne ha intrappolato l'arto inferiore impedendogli qualsiasi movimento. A lanciare l'allarme sono stati gli altri componenti del gruppo di escursione, che hanno assistito impotenti alla scena.

La macchina dei soccorsi ha mobilitato complessivamente 53 specialisti del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) giunti dalle diverse regioni. Tra i primi a calarsi nella cavità vi sono stati i tecnici disostruttori e il personale medico specializzato per gli interventi in ambienti ipogei, i quali hanno immediatamente messo in sicurezza l'area e studiato la strategia più rapida per frammentare e rimuovere il detrito senza causare ulteriori traumi al giovane.

Una volta rimosso il blocco di pietra e liberata la gamba, l'équipe medica ha allestito un vero e proprio presidio sanitario d'emergenza nelle profondità della caverna per monitorare i parametri vitali dell'infortunato.

Verificato che il quadro clinico generale della vittima fosse soddisfacente e che il trauma non ne impedisse la deambulazione, i soccorritori hanno escluso il ricorso alla barella, optando per un'evacuazione assistita.

La capacità del ventenne di muoversi autonomamente e di cooperare attivamente con le squadre di risalita ha velocizzato sensibilmente le manovre di uscita, rese comunque lunghe e delicate dalle asperità e dalle strettoie del percorso sotterraneo.

Una volta rivisto il cielo, il giovane è stato preso in consegna dai sanitari dell'ambulanza per il successivo trasferimento in ospedale, dove verrà sottoposto a tutti i controlli radiologici del caso.

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