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- Genova - Mercoledì 7 Ottobre 2026
DDL Caccia: Ipsos Doxa, l'opposizione che non si impegna a difesa della biodiversità perde voti
Il 4° e ultimo capitolo del sondaggio commissionato dalla Fondazione Capellino non sembra lasciare dubbi, il 90% degli elettori progressisti chiede un impegno del centrosinistra a favore dell'ambiente e della fauna selvatica
Secondo un sondaggio commissionato dalla Fondazione Capellino alla Ipsos Doxa, emerge che il 90% degli elettori delle opposizioni ritiene importante e necessario un impegno maggiore nella tutela dell’ambiente, della biodiversità e della fauna selvatica.
Senza un impegno concreto nel programma, il centrosinistra avrebbe un saldo negativo di 385mila elettori, al contrario ne guadagnerebbe148 mila.
È il quarto e ultimo capitolo dell’indagine proposto dalla Fondazione: ovvero quanto peserebbe la tutela o meno della biodiversità nelle scelte elettorali del centrosinistra?
Per misurarlo, Ipsos Doxa ha messo a confronto due scenari: da una parte una coalizione progressista/di centrosinistra che inserisca nel proprio programma elettorale un impegno chiaro e concreto a favore della protezione dell'ambiente, della biodiversità, della flora e della fauna selvatica; dall'altra la stessa coalizione che scelga di non inserire alcun impegno su questi temi.
Il risultato è espresso come “saldo elettorale”, cioè la differenza tra voti potenzialmente acquisiti e voti potenzialmente persi nello scenario considerato, tenendo conto anche degli indecisi, degli astenuti e della possibile astensione.
E i risultati della simulazione non sembrano lasciare adito a dubbi.
L’81% degli elettori delle opposizioni sarebbe soddisfatto se vedesse un impegno su biodiversità e tutela della fauna selvatica, il 71% sarebbe deluso se tale impegno non ci fosse.
Se la coalizione progressista inserisse nel programma un impegno chiaro e concreto sulla protezione della biodiversità:
• il 65% sarebbe molto soddisfatto;
• il 16% in parte soddisfatto;
• il 9% non sarebbe né soddisfatto né deluso;
• il 3% sarebbe un po' deluso;
• il 2% molto deluso;
• il 5% non saprebbe rispondere.
Nel complesso, quindi, l'81% sarebbe soddisfatto e il 5% deluso.
Nello scenario opposto, quello in cui il centrosinistra non inserisse alcun impegno:
• l'11% sarebbe soddisfatto;
• il 9% non sarebbe né soddisfatto né deluso;
• il 33% sarebbe un po' deluso;
• il 39% molto deluso;
• l'8% non saprebbe rispondere.
Il totale dei delusi arriverebbe quindi al 71%**.
Anche tra gli indecisi e gli astenuti la differenza è significativa: il 39% sarebbe soddisfatto dell'inserimento dell'impegno sulla biodiversità, mentre il 38% sarebbe deluso dalla sua assenza.
Quanto incide sul voto l'impegno sulla biodiversita e sulla tutela della fauna selvatica: una differenza di oltre 533mila elettori tra i 2 scenari.
Se il centrosinistra inserisse nel proprio programma un impegno concreto per la protezione della biodiversità, il tema potrebbe incidere significativamente sul consenso elettorale:
oltre 240mila elettori (tra indecisi e astenuti) rappresenterebbero un potenziale aggiuntivo per la coalizione, a fronte di circa 49mila elettori a rischio o certamente persi.
Rilevante il fatto che il 99,6% degli elettori delle opposizioni non cambierebbe il proprio voto.
Nel dettaglio:
• 16.190 elettori sarebbero certamente persi;
• altri 33.050 sarebbero a rischio;
• 240.340 rappresenterebbero un potenziale aggiuntivo per la coalizione progressista;
• 75.150 il potenziale aggiuntivo per il centrodestra.
Se il centrosinistra non assumesse alcun impegno sulla protezione della biodiversità, il costo elettorale potenziale sarebbe molto più ampio: quasi 486mila elettori sarebbero certamente persi e altri 404mila a rischio, mentre il potenziale aggiuntivo per la coalizione si ridurrebbe a poco più di 100mila elettori.
Nel dettaglio:
• 485.820 elettori sarebbero certamente persi;
• altri 404.010 sarebbero a rischio;
• 100.770 rappresenterebbero un potenziale aggiuntivo per la coalizione progressista;
• 256.740 il potenziale aggiuntivo per altre liste pro-caccia.
In altre parole, nella simulazione Ipsos Doxa, gli elettori certamente persi passerebbero da 16.190 a 485.820, circa trenta volte tanto, nello scenario in cui il tema della biodiversità non venga inserito nel programma.
Il ruolo fondamentale degli indecisi e di chi non esprime un voto.
Se il centrosinistra inserisse nel programma un impegno concreto sulla protezione della biodiversità, il saldo complessivo delle opposizioni rispetto al centrodestra sarebbe positivo per 148.180 elettori.
A determinare il risultato è soprattutto il comportamento del segmento degli indecisi e di chi oggi non esprime un voto, che nello scenario registrerebbe un saldo positivo di 165.170 elettori, a fronte di un saldo negativo di 16.990 elettori nelle altre componenti della simulazione.
Se invece il centrosinistra non inserisse nel programma alcun impegno sulla protezione della biodiversità, il saldo complessivo delle opposizioni rispetto al centrodestra diventerebbe negativo per 385.060 elettori.
Anche in questo scenario il segmento degli indecisi e del non voto svolge un ruolo rilevante, ma il suo saldo positivo di 100.770 elettori non sarebbe sufficiente a compensare il saldo negativo complessivo.
Infatti, il saldo complessivo di −385.060 elettori è il risultato del saldo positivo di 100.770 elettori tra indecisi e non voto, a fronte di un saldo negativo di 485.830 elettori nelle altre componenti della simulazione.
Nota: il saldo elettorale non è la semplice somma di chi lascerebbe e di chi potrebbe lasciare.
Il modello Ipsos Doxa pesa ogni risposta in base a quanto è netta l'intenzione di cambiare e alla direzione dello spostamento.
La biodiversità e la tutela della fauna selvatica sono temi centrali per 9 elettori di opposizione su 10.
Il dato sulle reazioni elettorali si inserisce in un quadro di sensibilità molto forte.
Tra gli elettori delle opposizioni:
• il 90% ritiene importante la tutela dell'ambiente e della biodiversità e pensa che si debba fare di più;
• il 52% è anche favorevole a una maggiore protezione della biodiversità e contrario alla caccia;
• il 35% ritiene inoltre che, sul tema della protezione della biodiversità, l'interesse della collettività debba prevalere sugli interessi di parte;
• il 32% arriva al quarto livello della piramide Ipsos Doxa ed esprime anche una valutazione negativa sulle proposte di modifica contenute nel DDL Caccia.
Ecco il quadro degli elettori delle opposizioni rispetto alla caccia:
• 3% pro-caccia;
• 15% pragmatici, che considerano la caccia solo uno strumento per regolare le specie selvatiche invasive;
• 9% indifferenti, che considerano il tema secondario;
• 61% sensibili, che ritengono importante la tutela della fauna e chiedono regole adeguate;
• 12% contrari alla caccia.
Nel complesso, quindi, il 73% degli elettori delle opposizioni appartiene ai segmenti sensibili o contrari alla caccia, mentre soltanto il 3% appartiene al segmento apertamente pro-caccia.
"La biodiversità non è un tema ambientale: è una questione politica, sociale e ormai anche elettorale", afferma Pier Giovanni Capellino, cofondatore e Presidente di Fondazione Capellino.
"I numeri dicono anche al centrosinistra qualcosa che non può essere ignorato: la tutela della biodiversità e della fauna selvatica non è un tema per pochi, né un consenso già acquisito. È un tema sul quale gli elettori chiedono di scegliere, prendere posizione e assumersi una responsabilità. La simulazione Ipsos Doxa mostra che un impegno concreto può mobilitare consenso, mentre non prenderlo può avere un costo. È una simulazione, non una previsione, ma il messaggio politico che consegna è chiaro: la biodiversità non vota a sinistra o a destra, ma gli elettori sì, e su questo tema stanno dicendo alla politica che vogliono essere ascoltati".
Nota: l’indagine Ipsos Doxa per Fondazione Capellino su Caccia, Biodiversità, Riforma della Normativa Venatoria, Effetti sul Consenso Elettorale è articolata in quattro capitoli, diffusi progressivamente. Il calendario dei rilasci prevede: 16 settembre, 23 settembre, 30 settembre (intenzioni di voto di elettori di centrodestra, indecisi e astenuti in caso di approvazione o mancata approvazione del DDL Caccia) 7 ottobre 2026 (scenario nel centrosinistra). *Sondaggio realizzato da Ipsos Doxa per Fondazione Capellino presso un campione proporzionale della popolazione italiana maggiorenne per quote di genere, età, livello di scolarità, condizione occupazionale, area geografica di residenza e dimensione del comune di residenza. Sono state realizzate 7002 interviste (su 28.542 contatti), condotte online con metodo CAWI tra il 28 luglio e il 4 agosto 2026.
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