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- Roma - Mercoledì 30 Settembre 2026
Decreto Pa, arriva l'ok definitivo del Senato: dal supporto agli enti locali agli interventi sui Campi Flegrei, le misure del provvedimento
Il Senato approva in via definitiva il decreto Pubblica Amministrazione dopo il voto di fiducia. Il testo introduce interventi su scuola, sanità, piccoli Comuni e Protezione civile, registrando l'opposizione compatta delle forze minoritarie.
Il Senato ha accordato il via libera definitivo al cosiddetto decreto Pubblica Amministrazione, superando lo scoglio della fiducia posta dall'Esecutivo.
Il provvedimento introduce un pacchetto articolato di misure volte a rafforzare l'autonomia e la funzionalità degli enti locali, garantendo al contempo maggiore efficienza a settori chiave quali la salute pubblica, le pari opportunità e il sistema delle opere pubbliche.
Tra gli assi portanti del testo figurano anche i rilievi legati all'avvio dell'anno scolastico, con interventi orientati alla valorizzazione della formazione superiore e della ricerca, la piena operatività dell'Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee e il definitivo passaggio delle competenze di Protezione civile al commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
Sul fronte delle emergenze territoriali, il decreto ingloba prime disposizioni urgenti per fronteggiare l'evoluzione del fenomeno bradisismico nell'area dei Campi Flegrei, in attesa del provvedimento ad hoc preannunciato dall'Esecutivo.
L'impalcatura normativa interviene inoltre sul funzionamento degli enti periferici, disponendo la proroga dei Consigli provinciali fino alla scadenza dei rispettivi presidenti per garantire continuità istituzionale, introducendo semplificazioni burocratiche e strumenti per ovviare alla carenza di segretari comunali nei piccoli centri tra i 3.000 e i 5.000 abitanti, e prevedendo infine il ripristino del Comitato tecnico faunistico venatorio.
Il percorso d'aula ha tuttavia registrato la ferma opposizione dei gruppi di minoranza, che hanno motivato il proprio voto contrario criticando la struttura complessiva dell'intervento normativo. Nel corso del dibattito, la senatrice Dafne Musolino (Italia Viva) ha censurato l'insufficienza delle risorse destinate al rinnovo e alla valorizzazione salariale del personale pubblico, richiamando le persistenti criticità nei comparti della scuola, della sanità e della sicurezza.
Sulla stessa linea Tino Magni (Alleanza Verdi e Sinistra), che ha messo l'accento sulla perdita del potere d'acquisto dei lavoratori, sul precariato negli enti locali e su perplessità legate alla gestione della Protezione civile, mentre Elisa Pirro (Movimento 5 Stelle) ha contestato le modalità di stabilizzazione e proroga del personale, giudicate poco aderenti ai principi del merito, oltre a bollare come inadeguate le risposte fornite per la crisi dei Campi Flegrei.
Infine, il senatore Antonio Nicita (Partito Democratico) ha stigmatizzato l'impiego reiterato di decreti omnibus e la contrazione dei tempi di discussione parlamentare, denunziando la frammentarietà delle misure adottate rispetto ai dati sul funzionamento della macchina amministrativa presentati dal ministro Paolo Zangrillo.
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