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  • Roma - Lunedì 28 Settembre 2026

Decreto Scuola atteso al Quirinale, Valditara: "Interlocuzione positiva con il Colle, non ci sono problemi"

Il ministro Valditara difende il decreto Scuola, respingendo polemiche e rassicurando sulla sua efficacia per l'integrazione degli studenti.

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In attesa dell'arrivo al Quirinale del decreto Scuola per la firma del Presidente della Repubblica, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha rassicurato sul confronto istituzionale, bollando come ricostruzioni fantasiose i rumor su presunte frizioni con il Colle.

A margine di una visita agli istituti FAES di Milano, il titolare del dicastero ha rimarcato la tenuta del testo: "Non vedo alcun problema, visto che l’interlocuzione è stata molto positiva. Ho letto sui giornali ricostruzioni molto fantasiose, le modifiche sono state oggettivamente molto marginali. Il testo è un testo molto equilibrato che favorisce l’integrazione, l’abbiamo detto da subito, e che vuole contrastare le classi ghetto".

Richiamando il monito espresso dal Capo dello Stato, Valditara ha difeso l'impianto della norma volta a evitare la concentrazione di studenti con forti svantaggi linguistici in un'unica sezione: "Il presidente Mattarella molto opportunamente ad Amatrice ha parlato di una scuola che sa integrare e contrastare le classi ghetto. Inviterei chi fa polemiche ad andarsi a leggere che cosa significa classi ghetto, perché altrimenti rischiamo di stravolgere sempre la realtà. Le classi ghetto sono quelle che hanno un’alta concentrazione di studenti immigrati con situazioni di svantaggio linguistico e noi vogliamo evitare che ci sia l’Alabama degli anni cinquanta dove c’erano le scuole per i neri e le scuole per i bianchi".

Il ministro ha poi replicato alle preoccupazioni del sindaco di Milano Giuseppe Sala, che aveva ipotizzato il rischio di chiusura per alcune classi o complessi scolastici cittadini a causa della soglia del 30% di alunni stranieri per aula, definendole "un po’ avventate e anche allarmistiche".

Invitando a "fare un ragionamento serio e capire come si può venire incontro alle esigenze di quegli studenti stranieri e italiani e anche di quei docenti che si trovano in condizioni di oggettiva difficoltà", Valditara ha illustrato le tutele previste dal provvedimento: "La legge è molto equilibrata perché prevede che laddove sia impossibile trovare scuole di prossimità c’è un investimento anche corposo, oltre 14 milioni di euro a regime, quindi ad anno e per sempre, per potenziare lo studio della lingua italiana per quei ragazzi che dovranno rimanere in classi che superano il 30%".

Respinte con fermezza anche le accuse delle opposizioni: "Contrariamente a quanto la propaganda delle opposizioni in modo del tutto irresponsabile sta facendo" parlando di "deportazione", Valditara ha sottolineato che "noi non deportiamo proprio nessuno perché si tratta semplicemente di ripartire al momento delle iscrizioni, come è chiarissimo nel decreto. Quindi è chiaro che se c’è una classe formata non è che adesso si decide di smembrare la classe. Avverrà al momento delle iscrizioni".

In merito alla stabilizzazione del personale scolastico, Valditara ha ridimensionato le stime numeriche correnti: "I precari? Nel mondo scuola non sono più di 300mila, come ho già detto in altre occasioni. Voglio sottolineare che noi abbiamo assunto dal 2023 a oggi circa 206.000 precari fra docenti e personale Ata. Non credo che troviate governi che abbiano assunto così tanti tra docenti e personale Ata precari come abbiamo fatto noi in questi anni. Continueremo a intervenire perché è un tema che ci sta particolarmente a cuore".

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