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- Roma - Giovedì 24 Settembre 2026
Decreto Scuola, Valditara: “Con il volto coperto non si potrà entrare in classe”
In conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri, il titolare dell'Istruzione e del Merito illustra il provvedimento tra sanzioni alle famiglie, obbligo di italiano e tetto del 30% agli alunni stranieri.
Al termine della seduta del Consiglio dei Ministri, il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha illustrato in conferenza stampa i dettagli del decreto scuola appena approvato.
Tra le misure principali figurano la stretta sull'identificazione negli istituti, le sanzioni amministrative per le famiglie e la formalizzazione delle quote per la composizione delle classi.
Il titolare del dicastero ha spiegato la portata del divieto di identificazione all'interno degli istituti: “Con il volto coperto non si potrà entrare a scuola, altrimenti scatterà per i genitori una sanzione da 200 a mille euro”.
Valditara ha poi dettagliato le tipologie di indumenti o accessori oggetto della norma, specificando che il testo introduce il “divieto di mascheramento del volto” e quindi dell’utilizzo “di burqa, niqab, ma anche caschi o mascherine in assenza di malattie”.
Un secondo capitolo riguarda il coinvolgimento delle famiglie degli studenti stranieri che presentano difficoltà d'integrazione. “Laddove gli studenti stranieri manifestino problemi di inserimento e deficit linguistici, i genitori dovranno seguire un percorso di apprendimento linguistico”, ha dichiarato il ministro.
Il meccanismo prevederà un canale d'interazione tra le scuole e gli enti locali: “La scuola dovrà segnalare ai servizi sociali le problematiche, che disporranno un percorso di apprendimento linguistico a carico dei genitori, che sarà gratuito”.
Qualora i percorsi non vengano seguiti, scatteranno ulteriori sanzioni pecuniarie. In merito alle motivazioni della misura, Valditara ha aggiunto: “Tutti gli studi internazionali ci dicono che la partecipazione dei genitori al percorso formativo è fondamentale per il successo scolastico e che una concentrazione in classe di studenti con una conoscenza della lingua non adeguata può danneggiare il percorso scolastico”.
Infine, il ministro ha confermato la stabilizzazione per norma del limite alla presenza di studenti non italiani nelle singole classi, sottolineando che il tetto del 30 per cento per gli alunni stranieri in classe “diventa legge. La mancanza di un’adeguata conoscenza della lingua italiana ha un peso notevole sull’insuccesso scolastico”.
Qualora le singole strutture non riescano a rispettare la quota prevista, il ministro ha precisato la soluzione organizzativa individuata: “Qualora non si riuscisse a garantire il tetto, gli studenti verranno destinati alle scuole di prossimità, di vicinato”.
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