Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Pavia - Mercoledì 27 Maggio 2026

Delitto di Garlasco, la controffensiva della difesa di Sempio: "Chiara Poggi morta in pochi minuti, impronta 33 inutilizzabile"

La difesa di Andrea Sempio, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi, presenta una strategia mirata a contestare le evidenze scientifiche e a riscrivere la dinamica dell'aggressione. Gli avvocati hanno depositato consulenze, tra cui quella del medico legale Sabino Pelosi, che sostiene l'assenza di segni di difesa sul corpo della vittima. Inoltre, la difesa critica la rilevanza della "traccia 33", ritenendola inadeguata per identificare l'indagato, e contesta la metodologia utilizzata dai periti della Procura.

Condividi questo articolo

La strategia difensiva volta a scardinare l'impianto indiziario della Procura pavese nel nuovo filone di indagine sull'omicidio di Chiara Poggi punta con decisione sulla riscrittura della dinamica dell'aggressione e sulla contestazione delle evidenze scientifiche.

Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, legali del trentottenne Andrea Sempio, hanno provveduto al deposito telematico di un articolato pacchetto di consulenze di parte. Tra i documenti chiave figura la relazione redatta dal medico legale Sabino Pelosi, incaricato di analizzare i parametri autoptici e fornire le opportune controdeduzioni rispetto agli accertamenti precedentemente svolti dall'anatomopatologa della Procura, la professoressa Cristina Cattaneo.

Secondo le conclusioni rassegnate dal dottor Pelosi, l'azione criminale consumatasi il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli non avrebbe lasciato sul corpo della ventiseienne i segni tipici di una reazione agli attacchi. Il cadavere di Chiara Poggi, infatti, non mostra “alcuna lesività da difesa, attiva o passiva” a causa della totale assenza di “ferite profonde o fratture” agli arti superiori, lesioni che risulterebbero invece “coerenti” con un istintivo tentativo di proteggersi da dei “colpi inferti con un martello”.

L'esperto della difesa concorda sostanzialmente con la collega della Procura sulla tipologia di arma del delitto utilizzata dall'assassino, le cui caratteristiche geometriche appaiono idonee a spiegare i traumi cranici riscontrati, e convalida il “range temporale” del decesso collocabile tra le “7.00-12.30” della mattinata.

La relazione difensiva bolla tuttavia come prive di fondamento scientifico eventuali ulteriori restrizioni dell'orario del delitto, stimando la sopravvivenza della giovane dall'inizio del pestaggio “nell’ordine di pochi minuti“.

Il secondo pilastro della memoria difensiva aggredisce frontalmente l'elemento biologico e documentale ritenuto più insidioso dagli inquirenti: la cosiddetta "traccia 33", l'impronta parziale repertata lungo la rampa di scale dove venne rinvenuto il corpo della vittima e che gli accertamenti dell'accusa collegano al palmo destro dell'indagato. In merito a questo reperto, le conclusioni degli esperti nominati dalla difesa sono perentorie, definendo “la traccia 33 inutile per identificare chiunque”.

L'analisi tecnica, firmata dal dattiloscopista Luigi Bisogno e dall'esperto di scene del crimine Armando Palmegiani, evidenzia come il frammento palmare isolato dagli investigatori sia privo dei “requisiti sufficienti” in termini di “chiarezza”, “qualità” e “documentabilità” per poter formulare un valido “giudizio identificativo”.

Il pool di consulenti solleva pesanti riserve sull'accuratezza metodologica e sulla rappresentazione grafica prodotta dai periti della Procura, contestando la reale visibilità dei quindici punti di corrispondenza (le cosiddette minuzie) necessari per decretare la sovrapponibilità con la mano di Sempio. Secondo la tesi della difesa, pur di blindare il risultato della comparazione, i tecnici della Procura si sarebbero richiamati a “ordinamenti stranieri e approcci non numerici” operando in modo del tutto “incoerente con la pretesa sufficienza dei punti individuati”, inficiando così il rigore matematico che deve guidare l'identificazione dattiloscopica.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti