
- Prima Notizia 24
- Pavia - Mercoledì 30 Settembre 2026
Delitto di Garlasco: la difesa di Sempio prevede il rinvio a giudizio
Dalle intercettazioni e dagli atti depositati emergono nuovi rilievi medico-legali su lesioni, impronte e sulla durata dell'aggressione a Chiara Poggi. La madre del 38enne: "Mio figlio è totalmente innocente".
Con il deposito degli atti e la chiusura della nuova inchiesta condotta dalla Procura di Pavia a carico di Andrea Sempio, l'indagine sull'omicidio di Chiara Poggi si awia verso uno snodo cruciale.
I legali del trentottenne, unico indagato nel nuovo filone d'inchiesta, prevedono l'approdo dell'udienza preliminare, pur contestando la sussistenza dei presupposti d'accusa. "Non ci sono elementi che possano giustificare il rinvio a giudizio di Andrea Sempio", ha affermato l'avvocato Angela Taccia, che assiste il trentottenne insieme al collega Liborio Cataliotti. "Tuttavia crediamo che ci sarà, anche per il clima mediatico che si è creato. Ma non temiamo nulla, perché quando uno lavora seriamente ed è nella verità delle cose, non deve temere nulla".
La legale ha descritto l'atteggiamento dell'indagato come "rassegnato ma fiducioso", soffermandosi inoltre sulle indiscrezioni relative alle perizie genetiche sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi: "Siamo increduli, ma cerchiamo di non prendere per oro colato tutto quello che viene spiegato dai media, perché siamo abituati a basarci sugli atti".
Le risultanze investigative poggiano su una nuova relazione medico-legale firmata dai consulenti della Procura, Cristina Cattaneo e Biagio Eugenio Leone. Secondo gli esperti, la "sequenza traumatica" dell'aggressione a Chiara Poggi si sarebbe protratta "per decine di minuti", collocando l'intervallo tra le prime lesioni e la morte in un lasso di tempo "prudentemente non inferiore a circa 15-30 minuti e plausibilmente compreso fra 30 e 60 minuti".
Un dato che, nelle valutazioni degli inquirenti, ridefinirebbe la tempistica dell'azione criminosa rispetto alla finestra oraria (9.12-9.36) precedentemente attribuita ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto.
La relazione conferma inoltre la presenza di marcate lesioni da difesa, riconducibili a una prolungata colluttazione, e affronta il nodo del numero di scarpa dell'aggressore: gli esperti hanno rilevato come un incremento ponderale negli anni possa alterare larghezza e volume del piede, in relazione alla nota impronta di misura 42 rilevata sulla scena del crimine.
Dalle intercettazioni ambientali trasfuse negli atti emergono anche le conversazioni familiari avvenute nell'abitazione dei Sempio, in cui il trentottenne e i genitori commentano le fasi dell'inchiesta e la gestione delle vecchie consulenze di parte.
Ferma la posizione della madre dell'indagato, Daniela Ferrari, che ai microfoni del Tg3 ha ribadito la piena estraneità del figlio: "Quello che vi posso dire è che mio figlio con l'omicidio di Chiara Poggi non c'entra assolutamente niente. A noi non interessa niente, l'unica cosa di cui siamo sicuri è che mio figlio è totalmente estraneo".
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