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  • Pavia - Giovedì 28 Maggio 2026

Delitto di Garlasco: la Procura di Pavia dispone la perizia psichiatrica su Andrea Sempio

Il professor Roberto Catanesi è stato incaricato come consulente tecnico.

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La Procura della Repubblica di Pavia ha formalmente disposto lo svolgimento di un accertamento specialistico finalizzato a valutare "le condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere" nei confronti di Andrea Sempio, l'uomo attualmente iscritto nel registro degli indagati per l'assassinio di Chiara Poggi.

La decisione è stata ufficializzata tramite un documento a firma del procuratore capo Fabio Napoleone, nel quale viene comunicato il conferimento dell'incarico al professor Roberto Catanesi, noto medico psichiatra, che opererà in qualità di consulente tecnico per conto degli inquirenti.

Parallelamente alle determinazioni dei magistrati, i consulenti nominati dalla difesa di Sempio hanno depositato una serie di relazioni scientifiche per confutare la ricostruzione della pubblica accusa, che ha recentemente dichiarato concluse le indagini preliminari in vista di una probabile richiesta di rinvio a giudizio.

Sul fronte della logistica del delitto, l'esperto della scena del crimine Armando Palmegiani ha redatto uno studio basato sulle tecniche di Bloodstain Pattern Analysis (Bpa), contestando radicalmente l'ipotesi secondo cui l'autore del reato, dopo essersi ripulito le mani, si sarebbe nuovamente avvicinato alle scale. Secondo Palmegiani, tale tesi "è poco coerente con il quadro delle evidenze fisiche".

Nella sua ricostruzione, il tecnico analizza i movimenti interni all'abitazione: "L'aggressore, uscito dal vano scale, si sarebbe diretto verso il bagno, posto frontalmente rispetto alla rampa, per verificare allo specchio la presenza di tracce sulla propria persona e procedere a una sommaria detersione".

Una volta all'interno del locale, il soggetto avrebbe adoperato "un asciugamano per pulire le mani e, con ogni probabilità, per avvolgere l'arma, così da evitare ulteriori gocciolamenti durante gli spostamenti. Non vengono invece ritenute oggettivamente dimostrate – si legge ancora nel testo – operazioni di lavaggio nel lavandino, mancando elementi come gocciolamenti o reazioni al luminol nel sifone.

L'accesso successivo alla cucina viene interpretato come funzionale alla ricerca di un contenitore - ad esempio una busta o un sacchetto - per occultare arma e asciugamano. Completata tale messa in sicurezza si sarebbe allontanato dalla porta d'ingresso principale".

Lo specialista rileva inoltre che l'impronta palmare catalogata con il numero 33 risulta priva dei necessari parametri di nitidezza per poter essere attribuita a chicchessia.

A supportare la tesi dell'estraneità dell'indagato interviene anche la relazione del medico legale Sabino Pelosi, incaricato dai legali della difesa Liborio Cataliotti e Angela Taccia. Il professore contesta la durata dell'agonia della vittima stimata in precedenza dai periti della Procura, ritenendo che la "sequenza omicidiaria" sia stata decisamente più rapida rispetto ai quindici o venti minuti ipotizzati inizialmente, definendola "violenta e meno compatibile con una prolungata fase di colluttazione o fuga lucida della vittima".

Pelosi si sofferma poi sulla tipologia di corpo contundente impiegato e sull'assenza di reazioni da parte della ragazza: "Le lesioni sono ritenute di natura contusiva e compatibili, con elevatissima probabilità, con l'uso di un martello. Non viene ritenuta dimostrata alcuna lesività da difesa, attiva o passiva. La sopravvivenza viene collocata nell'ordine di pochi minuti e la ricostruzione dinamica del consulente tecnico del pubblico ministero viene considerata insufficiente, soprattutto per la mancata integrazione coerente con i dati BPA e con i passaggi di trascinamento e successiva aggressione in più punti della casa".

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