
- Prima Notizia 24
- Milano - Giovedì 15 Ottobre 2026, 20:30
Delitto di Garlasco, Sempio: "L'impronta sul muro non è mia, le mie scarpe sono numero 44"
L'indagato fa il punto sulle consulenze difensive e guarda al rapporto con la famiglia Poggi: "Mi sarebbe piaciuto incontrarli, ma capisco che non è il momento".
Alla vigilia del deposito delle ultime consulenze tecniche di parte — fissato in vista della scadenza dei termini d'indagine prevista per il 18 ottobre —, Andrea Sempio torna a ribadire la propria estraneità al delitto di Chiara Poggi.
Intervistato dai microfoni di Sky TG24, il giovane finito al centro del nuovo fascicolo aperto dalla Procura di Pavia ha affrontato uno dei nodi peritali chiave, relativo all'impronta rilevata sulla parete della villetta di Garlasco: "Secondo me l'impronta 33 non è attribuibile né a me né a nessuno. Anche volendola attribuire ad Andrea Sempio, è su un tratto del muro in cui altre persone hanno lasciato l'impronta della mano, perché semplicemente ci si appoggiava scendendo le scale. Sull'impronta 33 ci sentiamo abbastanza sicuri".
Sempio ha poi spiegato le motivazioni scientifiche e le misurazioni su cui la difesa intende fare leva di fronte ai magistrati: "Noi escludiamo che sia la mia: quelle minuzie non le troviamo, né le mie né abbastanza minuzie in generale per attribuirle a qualcuno. Crediamo di poter dimostrare che non fosse un'impronta insanguinata".
Il giovane ha inoltre enfatizzato la discrepanza relativa alle taglie e agli accertamenti calzaturieri svolti autonomamente: "Da quando ho 17-18 anni ho sempre avuto il 44. Su quell'impronta ci sentiamo molto forti perché abbiamo fatto esami finora mai fatti, con un tecnico calzaturiero che ha lavorato sul modello di scarpa attribuito all'assassino. Abbiamo coinvolto anche un esperto di un settore diverso: hanno lavorato alla cieca, senza essere in contatto tra loro, e sono arrivati allo stesso risultato".
Nell'affrontare il peso umano della vicenda, il trentenne ha riservato un pensiero ai familiari della vittima: "Mi sarebbe piaciuto incontrarli, ma capisco che al momento non è il caso. Credo che la loro posizione, a livello emotivo, sia forse anche peggiore della mia: hanno affrontato anni e anni di processi e hanno perso una figlia".
L'indagato si è infine soffermato sul quadro giurisdizionale e sui chiarimenti formali attesi dalle autorità giudiziarie: "Al momento non so neanche se sono indagato per la parte della corruzione: abbiamo fatto richiesta per saperlo, dobbiamo ancora avere risposta", ha concluso.
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