
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 6 Ottobre 2026
Delitto di Garlasco, Sempio: "Vita impossibile, spero di fermarmi all'udienza preliminare. La condanna di Stasi? Per me è giusta"
L'indagato si racconta a "Porta a Porta", tra la pressione mediatica, i dubbi sulle perizie su impronte e DNA e la paura del processo: "Il pensiero del carcere c'è, ma cerco di non immaginarlo".
Tornato al centro delle cronache per i nuovi sviluppi sull'omicidio di Chiara Poggi, Andrea Sempio ha ripercorso il peso psicologico dell'attenzione mediatica e le complesse dinamiche giudiziarie che lo vedono coinvolto durante un'intervista rilasciata a Porta a Porta su Rai 1.
Sempio ha descritto una quotidianità fortemente compromessa dall'esposizione pubblica: “Il bombardamento è costante, accendi la televisione e c’è solo Garlasco, guardi i social ed è lo stesso. Noi siamo in una strada chiusa e davanti casa nostra, dico giustamente perché capisco il lavoro delle persone, ma hai i giornalisti che sono fissi tutto il giorno. Si fa fatica, oggi non sto vivendo perché réellement la mia vita oggi è o chiuso in camera o dall’avvocato o in trasferta quando andiamo ad incontrarci con i consulenti. La mia vita è quella”.
Lo stress coinvolge inevitabilmente anche l'ambito familiare: “Ovviamente, chi non avrebbe paura in questa situazione, è scontato. La giornata peggiore in questi due anni è stata, credo, l’ultima volta che mia mamma è andata in ospedale”.
Entrando nel merito delle evidenze tecniche e degli accertamenti della Procura, Sempio ha contestato le interpretazioni relative all'impronta palmare numero 33 e alle traccia biologica: “Per me quell’impronta 33 non è attribuibile né a me e né a nessun altro, qualora non riuscissimo a convincere un giudice di questa cosa, va bene, ma è su un muro dove ci sono impronte di altre persone. Oggi, dall’ultima consulenza depositata dalla Procura non si arriva a dire che è insanguinata, si arriva a dire che non si può escludere che non ci fosse sangue; a me però non serve sapere che non si può escludere, serve una certezza. Tutte le scarpe di cui ho memoria e che ho a casa, anche vecchie, sono numero 44”.
Quanto al profilo genetico rinvenuto sul corpo della vittima, ha aggiunto: “La conclusione della perizia Albani è stata: con quella traccia non possiamo farci nulla, non è una traccia solida, non è replicata, è mista e degradata. A me pare che il discorso DNA ormai sia risolto”.
Guardando al futuro dell'iter giudiziario, l'indagato auspica che la propria posizione possa essere chiarita prima del dibattimento: “Vedendo gli elementi uno per uno francamente penso sia tutto spiegabile, il mio unico dubbio è, dato che credo che ci sarà tanta roba da valutare ed elementi diversi, spero di riuscire a risolvere tutto in udienza preliminare e non dover affrontare un vero e proprio processo con tutti i vari gradi.
Per quanto tu puoi sentirti sicuro su certi elementi, comunque dovrai riuscire a spiegarlo in aula e non è così automatico, quindi, il pensiero che ci possa essere il carcere c’è, ma francamente cerco di non pensarci e di non immaginare quell’eventualità”.
Infine, sollecitato sulla figura di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco, Sempio ha ribadito la propria convinzione sulla validità delle sentenze passate in giudicato: “Per quello che posso capirne, secondo me la condanna è giusta, ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che lo vedrebbe innocente. Alcune cose sollevate non mi convincono, mi sembra che siano più logiche spiegate come sono state spiegate ai tempi”.
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