Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Pavia - Mercoledì 7 Ottobre 2026

Delitto di Garlasco, spunta un altro atto del Ris non depositato: "Tracce di Dna maschile sui pedali della bici di Stasi"

Rintracciato dalla Procura di Pavia un foglio di lavoro del settembre 2007 mai inserito nelle relazioni ufficiali. Emergono anche esiti negativi sulla ricerca di sangue ignorati all'epoca.

Condividi questo articolo

Nuovi elementi si aggiungono al capitolo dei documenti mai confluiti nei fascicoli ufficiali sulle indagini per l'omicidio di Chiara Poggi. Un ulteriore "foglio di lavoro" del Ris di Parma, datato 26 settembre 2007 e mai inserito nelle relazioni consegnate ai magistrati, è stato recuperato lo scorso 11 settembre dalla Procura di Pavia.

Il documento fa riferimento all'analisi di un campione prelevato dalla bicicletta di Alberto Stasi (siglato come "bu_p_bis"), nel quale gli esperti quantificavano sia "Dna umano" sia "Dna maschile".

Il dettaglio è riportato nell'ultima consulenza tecnica depositata dai periti della Procura, Pierangela Previderé e Carlo Grignani. Stando a quanto ricostruito dai consulenti, le ispezioni sui pedali condotte dal capitano del Ris Alberto Marino proseguirono anche oltre il 24 settembre 2007 — data di consegna della prima relazione ufficiale — generando ulteriori campionamenti.

Tuttavia, il foglio contenente lo schema di quantificazione specifica del Dna (pari a 18,9 pg/ml di Dna umano e 8,44 pg/ml di Dna maschile) non venne mai accluso agli atti.

Dalla medesima documentazione interna recuperata negli archivi del Ris sono riemersi anche i dati grezzi su due analisi con esito nullo effettuate il 20 settembre 2007, mai depositate nonostante contrastassero con la corrispondenza col Dna della vittima rilevata il giorno precedente.

A questo si aggiunge un appunto manoscritto dell'epoca relativo a un Obti test per la ricerca di sangue umano sui pedali, che avrebbe dato esito negativo ma di cui non è rimasta traccia nel fascicolo processuale. All'epoca, nella relazione del 24 settembre, il Ris aveva attribuito "oltre ogni ragionevole dubbio" quel Dna a Chiara Poggi, parlando di esito positivo al Combur test per la presenza di sangue. Eppure, già durante gli accertamenti del 10 settembre il consulente della difesa aveva annotato l'esito negativo sia del Combur sia del Luminol.

Elementi e incongruenze che, già nel 2007, contribuirono alla scarcerazione di Stasi dopo il primo fermo, quando il gip evidenziò l'impossibilità di stabilire con certezza che le tracce isolate fossero di natura ematica.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti