
- Prima Notizia 24
- Milano - Martedì 22 Settembre 2026
Deloitte, lusso in lieve ripresa nel 2026: ricavi a +0,6%, investitori pronti a puntare sul settore
Presentato il nuovo report Fashion & Luxury: cresce l'interesse dei fondi di private equity e spingono i servizi esperienziali, ma la platea dei consumatori cala del 15%. L'Intelligenza Artificiale entra stabilmente nei processi d'acquisto.
Il mercato globale del lusso mostra primi segnali di stabilizzazione e torna a registrare una variazione positiva nei volumi d'affari, confermandosi al centro delle strategie dei grandi investitori finanziari.
Secondo quanto rilevato dal report 2026 Fashion & Luxury curato da Deloitte, nel primo semestre dell'anno i ricavi del comparto sono saliti dello 0,6%, invertendo la tendenza rispetto alla contrazione del 12,4% osservata nella prima metà del 2025.
Un quadro di tenuta che spinge tre fondi di private equity su quattro a dichiararsi pronti a effettuare nuovi investimenti nel settore. La dinamica espansiva interessa sia i beni di lusso personali, saliti dello 0,9%, sia l'ambito dell'alto di gamma legato a hôtellerie, ristorazione, nautica, aviazione privata, arredo e automotive, che registra un incremento complessivo dello 0,4%.
Il quadro complessivo evidenzia tuttavia profonde trasformazioni strutturali, a partire dal ridimensionamento del bacino di utenti: nel 2025 i consumatori globali del lusso si sono attestati a 330 milioni di persone, segnando una flessione del 15% rispetto ai livelli del 2022.
Un altro elemento di rottura riguarda le politiche di prezzo. Terminata la fase dei continui rincari post-pandemici, le aziende del settore non possono più fare affidamento sui soli aumenti dei listini per sostenere i margini, dal momento che circa il 70% dei clienti dichiara di aver rinunciato ad almeno un acquisto nell'ultimo anno ritenendo il prezzo sproporzionato rispetto al valore reale del bene.
Parallelamente, la digitalizzazione e la sostenibilità stanno ridefinendo le abitudini della clientela. "Un elemento chiave è quello della tecnologia – spiega Federico Bazzani, partner di Deloitte Advisory – l'artificial intelligence in particolare, che sta diventando sempre di più un elemento strutturale nella customer journey del consumatore, tant'è che un consumatore su due dichiara di utilizzarla già per temi di comparazione, identificazione di nuovi trend e quindi comunque nella scelta di acquisto del proprio prodotto di lusso".
Un consumatore su due consulta inoltre i canali del second hand prima di optare per un bene nuovo, a conferma del peso crescente dell'usato certificato.
Sul fronte del riassetto societario, dopo un 2025 caratterizzato da 345 operazioni di fusione e acquisizione (+3,6%), i primi sei mesi del 2026 hanno visto una flessione del 6,2% nel numero di operazioni concluse, accompagnata da una maggiore selettività da parte dei fondi.
"Se andiamo a vedere i fondamentali, c'è stata una selezione importante – chiarisce Elio Milantoni, Senior Partner M&A di Deloitte Advisory – per cui le aziende che hanno delle caratteristiche solide in termini di brand equity, piuttosto che di piattaforma per lo sviluppo dell'internazionalizzazione, sono assolutamente di interesse per il mondo degli investitori finanziari".
A trainare le performance finanziarie sono soprattutto le attività legate alle esperienze, dove la crescita interessa il 71% delle società monitorate, contro il 49% registrato dalle aziende focalizzate esclusivamente sui beni di lusso personali.
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