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- Roma - Martedì 29 Settembre 2026
Dieci anni dopo Rosetta: l'eredità dell'impresa europea che ha riscritto le origini del Sistema solare
Il 30 settembre 2016 la sonda dell'Esa concludeva il suo storico viaggio sulla cometa Churyumov-Gerasimenko. Un'impresa senza precedenti che continua a guidare l'esplorazione spaziale verso Marte e i giganti gassosi.
Il 30 settembre 2016 andava in scena l'atto finale della missione Rosetta, la storica impresa che ha segnato un punto di svolta decisivo per l'esplorazione spaziale europea. Dopo dieci anni di volo interplanetario e due trascorsi ad analizzare da vicino la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, la sonda dell'Agenzia Spaziale Europea concludeva la sua rotta con un impatto controllato sulla superficie del corpo celeste.
Si è trattato di un traguardo unico nella storia dell'astronautica: per la prima volta un manufatto umano è riuscito a scortare una cometa lungo la sua orbita e a depositare sul suo suolo un modulo di discesa, il lander Philae.
A dieci anni dal compimento di quel volo, il patrimonio di informazioni raccolto continua a plasmare la nostra comprensione del cosmo.
Una rivoluzione conoscitiva sottolineata da Paolo Ferri, già direttore delle Operazioni di Missione dell'Esa fino al 2020. “Per la prima volta è stato caratterizzato il nucleo di una cometa. Ora conosciamo tutto di questo nucleo, dalla sua struttura, la composizione chimica, la dinamica della superficie e dell’ambiente. Questo ha portato praticamente a smantellare le teorie esistenti sulla nascita e l’evoluzione del Sistema solare. Ora gli scienziati sono al lavoro per costruirne di nuove usando i dati di Rosetta”.
Oltre alle scoperte scientifiche, la missione ha svolto il ruolo di apripista per le tecnologie dell'Esa nello spazio profondo, rivelandosi un palestra fondamentale per la crescita di un'intera classe di tecnici e ricercatori. “A livello umano per me è stata molto importante l’esperienza di creazione del team. Ho assunto ragazzi molto giovani, brillanti, che oggi, vent’anni dopo, sono quelli che stanno praticamente conducendo le missioni più importanti dell’Esa nel Sistema solare. Forse il ricordo più bello sono le migliaia di messaggi ricevuti dai bambini che la missione Rosetta ha contribuito a ispirare verso la scienza e verso l’esplorazione”.
I frutti di quel lavoro continuano oggi a spingere l'esplorazione verso la ricerca di forme di vita extrasolari, dall'ambiente marziano fino ai mondi oceanici nascosti sotto la superficie dei giganti del Sistema solare. “Più in là ci sono le lune di Giove, verso le quali adesso già due missioni stanno volando, dove si potrebbero trovare sotto le croste ghiacciate le condizioni per lo sviluppo di vita, anche se vita microbica naturalmente. E forse ancora più in là le lune di Saturno, ma lì stiamo parlando di esplorazione negli anni Quaranta-Cinquanta”.
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