
- Prima Notizia 24
- Milano - Martedì 6 Ottobre 2026
Diritto all'oblio, il Tribunale di Milano accoglie l'azione contro Google: "Procedure da cambiare entro il 15 novembre"
Il colosso del web dovrà motivare i rifiuti e modificare l'iter di deindicizzazione. Algopolio esulta: "Vittoria per i diritti fondamentali". Mountain View annuncia appello: "Ci difenderemo".
Svolta giudiziaria sul fronte della tutela della privacy e del diritto all'oblio nell'Unione europea. Il Tribunale di Milano ha accolto l'azione inibitoria collettiva promossa da alcuni membri dell'associazione Algopolio contro Google LLC, Google Ireland Limited e Google Italy S.r.l. In base alla pronuncia, entro il 15 novembre il colosso di Mountain View dovrà modificare le proprie procedure per la richiesta di cancellazione e deindicizzazione dei dati personali dai motori di ricerca, fornendo una motivazione circostanziata per ciascun eventuale diniego, pena sanzioni economiche giornaliere in caso di inottemperanza.
Soddisfazione per la sentenza è stata espressa dai promotori dell'iniziativa. Vincenzo Morabito, presidente di Algopolio e primo ricorrente, ha evidenziato la portata concreta della decisione: “La nostra battaglia è sempre stata prima di tutto una battaglia per l'effettività dei diritti fondamentali. Un diritto esiste realmente solo se una persona è messa nelle condizioni di esercitarlo. Il punto è intervenire su un meccanismo che incide concretamente sulla vita delle persone e sulla possibilità di difendere la propria reputazione e dignità. La decisione del Tribunale tocca proprio quel meccanismo: chi si rivolge a Google dovrà poter rappresentare pienamente il proprio caso, produrre la documentazione necessaria e comprendere le ragioni di un eventuale diniego”.
La sentenza, fondata sull'applicazione degli articoli 17 e 21 del Regolamento europeo GDPR, riveste un valore rilevante anche oltre i confini nazionali. A spiegarne i profili tecnici è stata l'avvocata Barbara Randazzo, che ha assistito i ricorrenti insieme ai colleghi Ruggero Rudoni, Silvia Cossu e Francesco Dagnino: “Sul piano sostanziale, il Tribunale rilegge la normativa europea alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'UE, esigendo procedure individualizzate, non automatizzate, a tutela del diritto all'oblio”.
La legale Silvia Cossu ha inoltro ribadito che “anche l'accertamento della giurisdizione italiana per una controversia di questo tipo costituisce un rafforzamento delle tutele degli utenti”.
Di segno opposto la posizione della multinazionale americana, che ha già confermato l'intenzione di impugnare il provvedimento. “Siamo in disaccordo con la decisione del Tribunale di Milano e presenteremo appello”, ha dichiarato un portavoce di Google, aggiungendo: “Abbiamo investito significativamente in team di persone dedicate che esaminano meticolosamente ciascun caso per adempiere ai nostri obblighi di legge e bilanciare la privacy dei singoli con il diritto all'informazione della collettività. Il nostro processo di revisione è rigoroso, conforme alle normative ed equo. Difenderemo con fermezza il nostro operato nelle sedi giudiziarie competenti”.
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