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  • Roma - Mercoledì 14 Ottobre 2026

Disinformazione, Barachini: "L'attacco ucraino ai server russi ha ridotto i contenuti fake anche in Italia"

Il sottosegretario all'Editoria al Premio Eccellenza Euro-Mediterraneo citando il caso Yandex: "Il nostro Paese è bersaglio di una costante guerra ibrida". Poi l'appello sul ruolo dei giornalisti: "Servono occhi e gambe sul campo contro la realtà algoritmica".

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L'attacco informatico condotto dalle forze ucraine contro le infrastrutture digitali russe ha determinato una sensibile contrazione nella diffusione di contenuti disinformativi in diversi contesti nazionali, compreso quello italiano.

È la rivelazione emersa dall'intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, alla quarta edizione del Premio internazionale Eccellenza Euro-Mediterraneo, promosso a Roma dall’Associazione giornalisti del Mediterraneo.

Nel suo discorso, Barachini ha richiamato direttamente l'episodio che ha coinvolto il principale motore di ricerca e colosso tecnologico di Mosca: "Durante un attacco ucraino i server di Yandex sono stati distrutti e la capacità disinformativa in alcuni Paesi, compresa l’Italia, è diminuita", ha dichiarato il sottosegretario, evidenziando come l'evento dimostri la portata strutturale delle operazioni d'influenza condotte tramite la rete e l'esposizione dei sistemi democratici continentali.

Il rappresentante del governo ha quindi rimarcato la condizione di vulnerabilità del panorama informativo nazionale: "L’Italia è esposta a una costante guerra ibrida nella quale la disinformazione digitale rappresenta uno strumento capace di influenzare la percezione della realtà e il dibattito pubblico. Siamo vittime anche noi di una costante guerra ibrida", indicando tra i precedenti le ingerenze registrate nelle consultazioni elettorali in Romania e i rischi legati all'impatto dei social network in nazioni come la Germania.

"Siamo in una realtà algoritmica digitale dove la percezione di quello che avviene molto spesso non è la realtà di quello che avviene", ha osservato Barachini, sollecitando la necessità di "rompere i confini dell’informazione digitale e algoritmica" per ricucire lo strappo tra l'effettivo svolgimento degli eventi e la loro rappresentazione digitale.

Di fronte alle distorsioni tecnologiche, il sottosegretario ha individuato nel giornalismo d'inchiesta e di testimonianza il presidio fondamentale per la tenuta dell'informazione pubblica: "Credo che l’importanza principale del giornalismo oggi sia quella di avere un volto, una responsabilità, ma anche occhi e gambe che vanno a vedere, vanno a raccontare, capiscono e poi raccontano", ha sottolineato, aggiungendo che la presenza sul campo resta "fondamentale in un mondo grande, i cui confini sono sempre più estesi ma sempre più difficili da attraversare", dove il dovere primario della professione risiede nel "raccontare i fatti per come sono e non per come ci piacerebbe che fossero".

A conclusione della relazione, Barachini ha tracciato le linee d'azione istituzionali indispensabili per rinsaldare la credibilità del sistema: "Rafforzare la tutela del diritto d’autore, contrastare i contenuti falsificati dall’intelligenza artificiale e restituire centralità all’informazione professionale sono alcune delle priorità per ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini, giornalismo e istituzioni". Richiamando il lavoro svolto dalla commissione governativa sull'IA, il sottosegretario ha ribadito la fermezza delle misure adottate: "Dobbiamo restituire il valore dell’informazione, il diritto d’autore, sanzionare, come abbiamo fatto, i deepfake, cioè quello che è finto, quello che non è vero", ponendo quale obiettivo finale il ripristino di una convergenza fiduciaria "tra istituzioni, giornalismo e cittadini" al riparo dalle alterazioni degli algoritmi.

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